In uno dei Post precedenti: PARTIGIANI DI TIVOLI - TERZA PARTE (https://claudiotivoli.blogspot.com/2021/05/partigiani-di-tivoli-terza-parte.html) nell'ELENCO N.5, è presente il cartellino del Partigiano tiburtino MAVIGLIA Ercole. Proprio ieri, leggendo la Tesi di Fabrizio Nocera (A.A. 2017-2018) dal titolo: "Le bande partigiane lungo la linea Gustav. Abruzzo e Molise nelle carte del Ricompart", che ringrazio personalmente per il lavoro svolto, Nella nota 870 di pag. 133 leggo testualmente: "Maviglia Arnaldo, nato a Tivoli (Roma) il 9 ottobre 1920, sottotenente, ha svolto attività partigiana nella banda come tenente e comandante di brigata partigiana, dal 01/10/43 al 10/06/44.
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| Il Frontespizio della Tesi di Laurea del dott. Fabrizio Nocera |
Che, come ho poi verificato, è anch'egli nato a Tivoli ma è persona diversa da Ercole infatti egli ha svolto l'attività di partigiano combattente in un'altra regione, l'Abruzzo, con altri patrioti appartenenti alla Banda dei Patrioti Marsicani dipendente dal Comando Bande Patrioti Italia Centrale - Raggruppamento “Gran Sasso”; fu attiva dall’ottobre 1943 al giugno 1944 nella «zona delimitata da Carsoli – Avezzano – Collelongo – Pescasseroli – Collarmele – Celano».
Dalla sua scheda di Partigiano Combattente, scheda N. 107 dei Patrioti Marsicani possiamo leggere il nome del padre Argeo e della madre Della Lucia Rachele e che ricopri il ruolo di Comandante di Brigata con il grado di Tenente.
- La Banda Ombrone (attiva nell'area di Celano, guidata dal Tenente Loreto Di Renzo).
- La Banda di Monte Velino, guidata da Domenico Di Mattia e Fileno Blasetti.
- La Banda Giovenco, guidata dal medico Giovanni De Gasperiis.
- La Banda Fontamara di Pescina
Dopo gli arresti e le condanne di Bruno Corbi, Nando Amiconi, Giulio Spallone, Alberto Mancini, Renato Vidimari ed altri indomiti compagni del gruppo romano, l'attività conosce qualche sosta ma, con l'inizio della guerra, presto ricomincia e s'intensifica soprattutto quando il Paese è invaso dalle truppe tedesche: giovani e meno giovani iniziano un'attività di resistenza al nazifascismo che porterà inesorabilmente alcuni indomiti davanti al plotone di esecuzione. "Aldo" Maviglia ha frequenti contatti "romani", conosce e frequenta il pittore Guttuso che svolge intensa attività antifascista, entra a far parte del direttivo politico marsicano, partecipa a riunioni segrete presso il rione San Simeo, porta ordini a chi è privo di direttive. Il suo carattere mite non gli impedisce di partecipare, durante il periodo dicembre 1943-maggio 1944, ad azioni militari durante le quali si distinguono tanti marsicani coraggiosi che ritengono di offrire il proprio contributo perché i tedeschi si ritirino senza creare troppi danni. Così Igino D'Aroma descrive un incontro avezzanese con Renato Guttuso: «Fu annunciata la venuta da Roma di un ispettore che si trattenne alcuni giorni. Durante l'incontro di commiato intervenne un distinto uomo gentile ed affabile di nome Giovanni che ci informò come poco prima fosse miracolosamente scampato ad una morte certa perché, in attesa di un incontro con altro compagno, si era momentaneamente spostato per prudenza presso il Castello Orsini: dopo poco, proprio dove prima sostava, cadde una bomba che provocò un grosso cratere. Rivelò, con somma nostra meraviglia perché sempre molto ligi ai rigori della clandestinità, di chiamarsi in realtà Renato Guttuso. L'episodio è a conoscenza di tre dirigenti della lotta partigiana: Dario Spallone, Aldo Maviglia ed il sottoscritto". Tanto Ferdinando Amiconi quanto l'impavido leggendario Bruno Corbi citeranno spesso, nei loro libri, Maviglia che è stato e resta un personaggio coraggioso, intelligente e rispettato della Resistenza marsicana.
Arnaldo Maviglia si è spento all'età di 91 anni il 9 novembre 2011 nella sua abitazione di Avezzano.





