25 gennaio 2026

APPUNTI SULLA ROCCA PIA DI TIVOLI

La Rocca Pia a Tivoli con gli archi dell'acquedotto Rivellese,
le mura della città, il campanile di S. Maria Maggiore e, sullo 
sfondo, il paese di Montecelio

 

O Tivoli non ti lamentare se la Rocca ti domina: ne sei tu la causa non PIO. E, se te ne lamenti, conosciamo bene il perché: Enea è troiano tu sei città Argolica.

Giovanni Antonio Campano (1429 - 1477)


<<GRATA BONIS INVISA MALIS INIMICA SUPERBIS/SUM TIBI TIBURE ENIM SIC PIUS INSTITUIT>>

Gradita ai buoni, odiosa ai malvagi, nemica dei prepotenti, eccomi (qui) a Tivoli per te, perché così Pio ha voluto

PIO II Papa dal 1458 al 1464

I panni stesi tra le mura della città e viale dei Torrioni


erano note le intenzioni del Papa, che voleva recarsi a Tivoli per costruirsi una Rocca e con essa tenere a freno gli abitanti ribelli (partenza 12 luglio 1460)

Il terreno circostante era servito nel medioevo come luogo di sepoltura di ebrei, acattolici e giustiziati.

Non lontano c'erano le rovine di un nobile anfiteatro, che la Rocca distrusse. In un anno la Rocca fu compiuta, con la spesa di ventimila scudi, l'impiego gratuito di manodopera tiburtina e di maestranze specializzate fatte venire da fuori.


La Rocca Pia in una incisione di Carl Ludwig Kuhbeil - 1810 ca

Superficie della Rocca 40x40

Torri        Dest            dir        Spessore muri        altezza sul cortile        altezza esterna

A              13,20          5,40                3,90                        26,80                       36,50

B              10              4,20                 2,90                        21,50                       25,50

C              8                4                      2                            15,50                        18,50


Una visione dall'alto dove si possono ben osservare I Cappuccini, La Rocca Pia, La zona di S. Anna,
Il Convitto Nazionale, S. Maria Maggiore e gli edifici della Villa d'Este. I palazzi Viola, Tigliè e Todini ed il palazzo Sartori tra il Tommaseo (sede attuale del Tribunale di Tivoli) ed il Convitto Nazionale

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Eccoli i tre fogli, invecchiati e rosicchiati dai pesciolini d'argento (Lepisma saccharina) recuperati tra le centinaia e centinaia di fogli sparsi che ho scritto in più di quarant'anni e che con grande fatica cerco di riordinare. Purtroppo non scrissi né la fonte né a quale raccolta appartenevano e quale fu lo scopo di redigerli.

Posso dedurre, visto che numerai le tre pagine, che il progetto forse era ampio e che facesse parte della ricerca storica sulle "antichità tiburtine": Villa Adriana", Villa d'Este, la Rocca Pia etc. etc. 

Da bambino i ricordi che mi legano alle "Torri" sono essenzialmente due: il primo è un vago ricordo di un Bar o di una trattoria, non ricordo bene, che si trovava sotto le Torri dalla parte del palazzo di Grotta; l'altro è la zona cosiddetta del Barco che era separata da Viale Trieste e collegava la fine di via Inversata con le scuderie estensi: questa via, una strada bianca che passava tra l'anfiteatro di Bleso ed il frantoio dietro il cinema Italia, era la meta di decine di ragazzini che nella buona stagione giocavano a pallone dalla mattina fino alla sera. Abitavamo, in quel periodo, con la mia famiglia a vicolo Torlonia vicino la chiesa di Sant'Andrea e l'estate passavo spesso per il Barco per andare a comprare il pane a "lo Stallone". Questo era questo il nome popolare che avevano assunto le Scuderie Estensi dove c'erano vari negozi di generi alimentari che vendevano i loro prodotti a prezzi controllati ed ufficialmente si chiamava Ente Comunale di Consumo.

aggiornamento del 26 gennaio 2026







09 dicembre 2025

FATTI e NOTIZIE - SPECIALE SU TIVOLI

La definizione del documento non è buona e la conseguenza purtroppo è negativa in quanto la lettura non è per niente agevole. In attesa dell'eventuale recupero di un documento più accessibile preferisco comunque pubblicarlo anche per stimolare e allargare la ricerca in modo che si possa, nel caso di maggiore leggibilità, affiancare alle foto i file di testo interamente riscritti. 

   

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20 novembre 2025

TOGLIATTI PARLA AGLI ELETTORI DI TIVOLI


 
Siamo nel periodo delle prime elezioni dopo il fascismo, con il voto delle donne e con una Italia devastata dalla guerra e tutta da ricostruire.
Di seguito la trascrizione del ritaglio dell'articolo sul comizio di Togliatti sulla pagina 001 de l'Unità del 17 marzo 1946. 

TOGLIATTI PARLA AGLI ELETTORI DI TIVOLI

Unirsi per ricostruire e rinnovare l’Italia


Tivoli, 16. — Questa sera alle 18,30 il blocco popolare dei partiti comunista, socialista, repubblicano e d’azione ha tenuto un importante comizio a Tivoli

Dopo brevi parole di saluto del prof. Lucherini, repubblicano, di Mario Berlinguer per il P. d’Az., del compagno Barbareschi, per il P.S.I.; ha preso la parola il compagno Togliatti.

Egli ha esordito ricordando il suo primo vero comizio a Tivoli, nel lontano 1922, durante l’infuriare della reazione fascista, mentre i lavoratori d’avanguardia cadevano sotto il piombo degli sgherri di Pollastrini.

Di fronte alle rovine della vostra città, ha detto Togliatti, sono rimasto particolarmente sorpreso dal fatto che non si sia raggiunta l’unità di tutte le forze sane, democratiche, per ricostruire quanto è stato distrutto.

Egli ricorda inoltre il comizio che è stato tenuto pochi minuti prima dalla Democrazia Cristiana, in cui sono state dette parole che non erano parole di concordia.

Circa la questione di Trieste e della Venezia Giulia, Togliatti ha precisato che la posizione del Partito Comunista è stata già presa da due anni, e che della situazione di quella regione si deve chiedere conto ai fascisti e alla monarchia che hanno voluto la guerra e che l’hanno perduta. In ogni modo, ha detto Togliatti, “siamo stati noi — anzi sono stato io personalmente che nel Consiglio dei Ministri ho formulato quell’ordine del giorno in cui si dice che Trieste è incontestabilmente italiana”. Ma noi comunisti non vogliamo, ha soggiunto l’oratore, fare una speculazione nazionalistica della questione di Trieste, noi vogliamo risolverla amichevolmente con gli slavi.

Togliatti ha stigmatizzato la campagna allarmistica e guerraiola che la stampa gialla sta conducendo in questi giorni, e che crea confusione, panico e disperazione nel popolo.

A proposito della campagna spirituale condotta da certi sacerdoti contro il nostro partito, Togliatti ha detto: “la religione cattolica è la religione di mio padre e di mia madre ed io non posso essere contro questa religione”. Egli ha poi chiesto ai sacerdoti perché mai essi conducono la loro azione per dividere il popolo e perché non hanno a suo tempo scagliato la scomunica sui fascisti così come la scagliamo oggi sui comunisti.

La lotta contro il fascismo, ha continuato Togliatti, è stata condotta da noi e sarà continuata fino a che non saranno estirpate le radici del fascismo in Italia, comunque esse si presentino. Un altro errore della Democrazia Cristiana è quello di preferire l’alleanza del qualunquismo a quella dei partiti dei lavoratori.

Bisogna intanto — ha proseguito Togliatti — conquistare il comune ad un’amministrazione onesta, perché l’Italia sia rinnovata e ricostruita, prendendo i mezzi da chi ne è soprattutto provvisto, e sgravando del peso fiscale quanti hanno già dato tutto, cioè i lavoratori.

In questa lotta per ora si sono schierati alcuni alcuni partiti, in primo luogo i partiti comunista e socialista. Ed a questi è opportuno oggi dare il voto. L’oratore ha concluso invitando il partito democristiano ad entrare nella grande alleanza delle forze del lavoro per il rinnovamento e la ricostruzione democratica e repubblicana della patria.

 

Questa la vista intera della prima pagina del 17 marzo 1946





22 aprile 2025

LA RICOSTRUZIONE DELLA PIRELLI NEL DOPOGUERRA



Veduta dei reparti di produzione dello stabilimento Pirelli nel 1947



Nel 1955 fu fondata la "Rivista Pirelli". Nel numero I del primo Anno troviamo, a pag. 37, un articolo di Franco Fellini che riporta alcuni elementi utili per capire chi furono gli ingegneri che ricostruirono lo stabilimento, i tempi e gli sviluppi nel corso dei primi anni del secondo dopoguerra.





Una delle sale di lavorazione della Pirelli di Tivoli dopo i bombardamenti del 1944










Processo di vulcanizzazione. Gli operai in quegli anni saranno superiori alle mille unità


L'Ing. GUIDO GIUDICI Direttore dello Stabilimento Pirelli di Tivoli nel 1947 insieme all'Ing. ANDREA FABBRI  (a sinistra) e il Dott. MARIO MORSELLI (a destra)
finale

Diagrammi delle Aree coperte e degli Indici di produzione dal 1945 al 1954 dello Stabilimento di Tivoli


11 giugno 2023

GIULIANO MONTELUCCI BOTANICO E ANTIFASCISTA - DI FRANCESCO CERVONI


Riteniamo sia utile la pubblicazione dell'articolo scritto da Francesco Cervoni su “ilterritorio.net"  che ricorda la figura di Giuliano Montelucci, illustre botanico, docente universitario, ricercatore presso l’aeroporto di Guidonia-Montecelio negli anni di fondazione e, dopo l'otto settembre, antifascista e partigiano.


Giuliano Montelucci: l’illustre botanico Guidoniano e campione della Conservazione Ambientale 

Giuliano Montelucci nel suo studio nella prima metà degli anni ’60
(Archivio Gianfranco Montelucci).


Giuliano Montelucci 

di Francesco Cervoni 

Ricordiamo oggi un illustre personaggio guidoniano, che ha lasciato il segno in campo scientifico e conservazionistico. Lo ricordiamo per il suo impegno nell’educazione ambientale e per il suo valore come naturalista locale. Ricordiamo Giuliano Montelucci. 

Giuliano Montelucci nacque a Reggello, in Provincia di Firenze, il 22 maggio 1899. 

Come ragazzo del ’99 partecipò alla I Guerra Mondiale nel Genio Pontieri, sul Piave. Si laureò in Chimica pura all’Università di Pisa nel 1922 e nel 1924 entrò come chimico nell’allora Regia Aeronautica Italiana. Lavorò prima a Roma, poi 

all’Aeroporto di Guidonia, città nella quale vivrà per tutto il resto della sua vita. Qui diede un grande contributo allo sviluppo dell’aeronautica italiana, che ottenne in quegli anni risultati eccezionali, svolgendo la propria attività presso la Direzione Superiore Studi ed Esperienze (DSSE). Fu il Capo della Divisione Chimica-Tecnologica e, per le sue particolari competenze, fu chiamato ad insegnare nella Scuola di Guerra aerea di Firenze e all’Accademia Aeronautica di Nisida e Pozzuoli. Raggiunse a fine carriera il grado di generale. 


 

In seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, Montelucci e altri del personale dell’Aeroporto che facevano parte del Gruppo di Resistenza “Guidonia” si attivarono per il recupero del materiale della DSSE (che fu messo in custodia da diversi professionisti) evitando in questo modo, almeno parzialmente, la spoliazione da parte delle truppe tedesche. Il gruppo nasce su iniziativa dello stesso colonnello Montelucci e del capitano Antonio Noera. Una relazione della Banda “ASMA” (nata dalla fusione dei gruppi “Sicilia” e 

“Guidonia”) riporta che Montelucci, dopo un tentativo infruttuoso di passare la linea del fronte, raccolse importanti informazioni nelle retrovie di Anzio, e in particolare fornì degli schizzi delle zone minate e l’ubicazione dei depositi di munizioni e dei reparti nemici. Pertanto la Commissione laziale riconobbe Montelucci come partigiano. 

Malgrado i suoi impegni professionali il prof. Montelucci riuscì sempre a coltivare la sua più grande passione: gli studi botanici. Egli divenne in breve tempo uno dei migliori conoscitori della flora e della vegetazione del Lazio e dell’Italia Centrale, e uno dei più noti e apprezzati botanici italiani. Insieme ad altri botanici laziali, tra cui il prof. Bruno Anzalone, istituì nel 1950 la Sezione Laziale della Società Botanica Italiana (SBI), della quale fu presidente per 32 anni e che oggi è a lui intitolata (http://www.societabotanicaitaliana.it/contenuti/sezione-laziale-giuliano- montelucci-cenni-storici-e-attuale-consiglio-direttivo/23). Nel 1956 divenne libero docente in Geobotanica all’Università di Firenze. 

Egli fu membro di diverse altre società scientifiche e diverse associazioni ambientaliste e culturali. Ad esempio fu vicepresidente nazionale della Società Botanica Italiana, vicepresidente della Commissione consultiva del Parco Nazionale del Circeo e, negli anni 1980-81, presidente del Rotary Club di Guidonia. 

Egli era inoltre molto attivo in campo didattico e protezionistico ed era ben conosciuto localmente per il suo impegno in favore della conservazione della 

natura, per le sue lotte contro l’inquinamento dell’aria a Guidonia, per la sua attività educativa condotta sia nelle scuole che fuori dalle istituzioni (stiamo parlando di anni in cui non vi era una vera e propria “coscienza ambientale”). Intratteneva pertanto cordiali rapporti con le personalità di cultura locali di maggior rilievo: tra queste spiccano la figura del parroco di Montecelio Don Celestino Piccolini (1874-1959), che fu anche storico, scrittore e poeta, e del collega Augusto Bordin (1904-1999), fondatore dello scoutismo a Guidonia. 

Giuliano Montelucci fu amato e stimato da tutti per le sue doti umane e per la sua preparazione culturale. Dice di lui il prof. Anzalone: 

“La sua gentilezza d’animo, correttezza estrema, unite a riservatezza e modestia non comuni, erano pari alla profondità e vastità della sua cultura. Sempre apertissimo e ben lieto di comunicare agli altri la sua cultura, chiunque fossero questi altri, dai consoci della Società Botanica Italiana, agli studenti universitari, ai ragazzi delle scuole elementari. Volentieri parlava a lungo di problemi protezionistici a vasto raggio, seriamente preoccupato per il futuro dell’umanità data la continua ed assurda distruzione di beni primari come la preziosa coltre vegetale del Globo”. 

Sono note più di cento pubblicazioni a suo nome, in massima parte di carattere botanico. Il suo erbario, conservato ora al Museo Erbario dell’Università di Roma “La Sapienza”, è costituito da 12.000 campioni. Il prof. Montelucci contribuì anche alla stesura dell’elenco delle piante da proteggere della L.R. n. 61/74, tuttora in vigore, redatto per conto della Regione Lazio. 

Studiò a fondo la distribuzione dello storace (Styrax o!cinalis) in Italia, di!uso maggiormente nel territorio tiburtino-lucretile-cornicolano. La pianta è stata scelta come simbolo del Parco dei Monti Lucretili e della flora laziale. 

Questo perché rappresenta un problema fitogeografico; secondo alcuni tale pianta è stata importata dal Medio Oriente in epoca romana, secondo altri invece (fra cui Montelucci) si tratta di un relitto del Miocene, “giunto” in Italia durante le fasi di regressione marina che portarono in collegamento la penisola italiana con quella balcanica, e superate le glaciazioni in zone di rifugio prese poi a riespandersi nelle zone circostanti. Recenti studi genetici hanno apportato, almeno in parte, delle evidenze supplementari all’ipotesi originariamente avanzata da Montelucci, evidenziando per i popolamenti italiani di storace un’elevata omogeneità genetica. Tale omogeneità suggerirebbe che le popolazioni italiane sarebbero derivate da pochi nuclei relitti rimasti accantonati in aree microclimaticamente favorevoli durante le fasi glaciali del Quaternario. Su questa splendida pianta torneremo a parlare un’altra volta. 

A lui si deve anche la scoperta di una piccola graminacea che vive negli ambienti termali dell’Italia Centrale, la scoprì infatti sulle sponde del Lago della Regina (Bagni di Tivoli) e la descrisse come Agrostis canina varietà albula. Elevata nel 2005 al rango di specie e dedicata al suo scopritore, oggi porta il nome di Agrostis monteluccii, il cui nome comune è “capellini di Montelucci”. Purtroppo pare essere scomparsa dal luogo in cui Montelucci la scoprì, ma anche di questo ne parleremo in un altro articolo. 

Negli ultimi venti anni della sua vita fu molto attivo nei campi della conservazione della natura e dell’educazione ambientale. Nel 1964 partecipò attivamente al censimento dei biotopi di particolare interesse vegetazionale 

meritevoli di conservazione in Italia, avviato dal Gruppo di Lavoro per la Conservazione della Natura della SBI. A lui si deve la segnalazione di oltre la metà dei biotopi laziali. 

Oltretutto, l’impegno del prof. Montelucci non fu soltanto di carattere accademico e scientifico: egli svolgeva un’intensa attività di tipo molto più pratico, a livello locale, lavorando con associazioni culturali e ambientaliste, mantenendo contatti con amministratori locali, combattendo battaglie in prima persona nel tentativo di scongiurare la distruzione di aree di elevato interesse naturalistico. 

Soprattutto negli anni ’70 si recava spesso nelle scuole di Guidonia per parlare di ambiente e di natura, accompagnando non di rado gli studenti in escursione nei siti di più elevato valore naturalistico locale. Numerosissimi sono anche i discorsi, i seminari e le conferenze sui temi dell’ecologia e della conservazione ambientale tenuti nelle sedi più disparate. Rientrano in questo ambito anche le trasmissioni radiofoniche che furono mandate in onda da Radio Aniene nel 1978 (i discorsi di queste trasmissioni sono stati pubblicati sul volume “Le Conversazioni di Ecologia di Giuliano Montelucci” a cura del prof. Marco Giardini). 

A Montelucci erano particolarmente care alcune aree di grande pregio naturalistico poste nelle vicinanze di casa sua, di cui studiò a fondo gli aspetti botanici e di cui si prodigò per la loro protezione. La conservazione di queste aree, di grande interesse naturalistico, sarebbe dunque il modo migliore per onorare la memoria di questo insigne botanico guidoniano, a cui furono tanto care. 

Oggi quasi tutte queste zone sono divenute, fortunatamente, aree protette (v. Riserva Naturale di Monte Catillo, Riserva Naturale Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco, ZSC Macchia di Sant’Angelo Romano, ZSC Travertini Acque Albule, ecc.), ma nonostante ciò corrono rischi che non sono molto diversi da quelli dei tempi in cui Montelucci si batteva per la loro tutela. 

Montelucci morì a Guidonia il 1 maggio 1983. A lui, nel 2013, è stato intitolato un istituto scolastico con sedi a Colle Fiorito e Albuccione, e anche una via nel centro di Guidonia porta il suo nome. Infatti quest’anno ricorrono dieci anni dall’intitolazione della scuola, e l’istituto ha promosso varie attività dedicate alla figura del naturalista guidoniano per gli studenti, grazie al supporto del prof. Giardini, concluse con una cerimonia il 19 maggio in cui erano presenti varie autorità, fra cui il sindaco di Guidonia, e i nipoti di Montelucci Gianfranco e Valeria. 

Fonti bibliografiche

Brocchieri M., 2022. La Banda Ferraris e il Nord-est romano. Le fonti archivistiche sull’attività di Resistenza a Montecelio, Guidonia e Monte Gennaro. Oltre Il Ponte, “Ricerche sul territorio di Montecelio” (1). 164 pp. 

Giardini M. (a cura di), 2012. Sant’Angelo Romano (Monti Cornicolani, Roma). Un territorio ricco di storia e di natura. Regione Lazio, Assessorato 

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Ambiente e Sviluppo sostenibile, Comune di Sant’Angelo Romano. Grafica Ripoli, Tivoli. 368 pp. 

Giardini M., 2008a. Giuliano Montelucci. Un illustre botanico guidoniano. Comune di Guidonia Montecelio – Assessorato Pubblica Istruzione, Educazione ambientale, Politiche energetiche; Associazione Culturale Archeologica Ambientalista Onlus “Amici dell’Inviolata”, con il patrocinio della Sezione Laziale “Giuliano Montelucci” della Società Botanica Italiana. Grafica Ripoli editrice snc, Tivoli, 12 pp. 

Giardini M., 2008b. Le “Conversazioni di Ecologia” di Giuliano Montelucci. Comune di Guidonia Montecelio – Assessorato Pubblica Istruzione, Educazione ambientale, Politiche energetiche; Associazione Culturale Archeologica Ambientalista Onlus “Amici dell’Inviolata”, con il patrocinio della Sezione Laziale “Giuliano Montelucci” della Società Botanica Italiana. Grafica Ripoli editrice snc, Tivoli, 104 pp. 

Giardini M., Calamita U., Ippoliti V., Ramondo P., D’Alessandro G. (a cura di), 2007. La Piana dei Travertini. Conoscere, conservare, valorizzare. Quattro proposte di Monumento Naturale nei territori di Tivoli e Guidonia Montecelio. LEA Tivoli, Provincia di Roma. 57 pp. 

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Francesco Cervoni 

Studente in Scienze Naturali all’Università La Sapienza di Roma, vicepresidente dell’Associazione Naturalistica Valle dell’Aniene (ANVA). L’ANVA, nata nel 2019, si occupa di svolgere ricerche sulla biodiversità di alcune aree del nord-est romano (es. Guidonia Montecelio, Tivoli, Sant’Angelo Romano), favorire la conservazione di queste zone, fare divulgazione scientifica e educazione ambiente. In tal senso ANVA promuove convegni, escursioni, divulgazione sul web e lezioni nelle scuole. 

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Francesco Cervoni 

Pubblicato il 10 giugno 2023 supastedGraphic_3.png

IlTerritorio.net 

Link: https://ilterritorio.net/2023/06/10/giuliano-montelucci-lillustre-botanico-guidoniano-e-campione-della-conservazione-ambientale/

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