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La Rocca Pia a Tivoli con gli archi dell'acquedotto Rivellese, le mura della città, il campanile di S. Maria Maggiore e, sullo sfondo, il paese di Montecelio |
O Tivoli non ti lamentare se la Rocca ti domina: ne sei tu la causa non PIO. E, se te ne lamenti, conosciamo bene il perché: Enea è troiano tu sei città Argolica.
Giovanni Antonio Campano (1429 - 1477)
<<GRATA BONIS INVISA MALIS INIMICA SUPERBIS/SUM TIBI TIBURE ENIM SIC PIUS INSTITUIT>>
Gradita ai buoni, odiosa ai malvagi, nemica dei prepotenti, eccomi (qui) a Tivoli per te, perché così Pio ha voluto
PIO II Papa dal 1458 al 1464
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| I panni stesi tra le mura della città e viale dei Torrioni |
erano note le intenzioni del Papa, che voleva recarsi a Tivoli per costruirsi una Rocca e con essa tenere a freno gli abitanti ribelli (partenza 12 luglio 1460)
Il terreno circostante era servito nel medioevo come luogo di sepoltura di ebrei, acattolici e giustiziati.
Non lontano c'erano le rovine di un nobile anfiteatro, che la Rocca distrusse. In un anno la Rocca fu compiuta, con la spesa di ventimila scudi, l'impiego gratuito di manodopera tiburtina e di maestranze specializzate fatte venire da fuori.
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La Rocca Pia in una incisione di Carl Ludwig Kuhbeil - 1810 ca
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Superficie della Rocca 40x40
Torri Dest dir Spessore muri altezza sul cortile altezza esterna
A 13,20 5,40 3,90 26,80 36,50
B 10 4,20 2,90 21,50 25,50
C 8 4 2 15,50 18,50
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Una visione dall'alto dove si possono ben osservare I Cappuccini, La Rocca Pia, La zona di S. Anna, Il Convitto Nazionale, S. Maria Maggiore e gli edifici della Villa d'Este. I palazzi Viola, Tigliè e Todini ed il palazzo Sartori tra il Tommaseo (sede attuale del Tribunale di Tivoli) ed il Convitto Nazionale
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Eccoli i tre fogli, invecchiati e rosicchiati dai pesciolini d'argento (Lepisma saccharina) recuperati tra le centinaia e centinaia di fogli sparsi che ho scritto in più di quarant'anni e che con grande fatica cerco di riordinare. Purtroppo non scrissi né la fonte né a quale raccolta appartenevano e quale fu lo scopo di redigerli. Posso dedurre, visto che numerai le tre pagine, che il progetto forse era ampio e che facesse parte della ricerca storica sulle "antichità tiburtine": Villa Adriana", Villa d'Este, la Rocca Pia etc. etc. Da bambino i ricordi che mi legano alle "Torri" sono essenzialmente due: il primo è un vago ricordo di un Bar o di una trattoria, non ricordo bene, che si trovava sotto le Torri dalla parte del palazzo di Grotta; l'altro è la zona cosiddetta del Barco che era separata da Viale Trieste e collegava la fine di via Inversata con le scuderie estensi: questa via, una strada bianca che passava tra l'anfiteatro di Bleso ed il frantoio dietro il cinema Italia, era la meta di decine di ragazzini che nella buona stagione giocavano a pallone dalla mattina fino alla sera. Abitavamo, in quel periodo, con la mia famiglia a vicolo Torlonia vicino la chiesa di Sant'Andrea e l'estate passavo spesso per il Barco per andare a comprare il pane a "lo Stallone". Questo era questo il nome popolare che avevano assunto le Scuderie Estensi dove c'erano vari negozi di generi alimentari che vendevano i loro prodotti a prezzi controllati ed ufficialmente si chiamava Ente Comunale di Consumo. aggiornamento del 26 gennaio 2026
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