04 gennaio 2023

LO SCIOPERO GENERALE DEI FERROVIERI DEL GENNAIO 1920

Il 1920 inizia con l'invio di un memoriale del Sindacato Ferrovieri Italiani (SFI) al Ministero dei Trasporti, che reclama in modo dettagliato miglioramenti contrattuali per tutti i dipendenti.

La risposta della stampa “borghese” è furibonda: chiede allo stato di “resistere alle imposizioni” dei ferrovieri, considerati “i privilegiati tra i funzionari dello stato”.

Il governo accoglie le richieste dei lavoratori in modo molto parziale. A mezzanotte del 19 gennaio inizia lo sciopero generale ad oltranza del personale ferroviario. Vi partecipano anche i controllori viaggianti e i capi personale viaggianti.


I nazionalisti costituiscono, con l’appoggio del ministero, “compagnie cittadine di milizia”per riattivare i servizi bloccati dagli scioperi.

I soci dell’Unione cacciatori e pescatori sono invitati a sorvegliare le linee ferroviarie. Ci si prepara a sostituire gli scioperanti con militari e ferrovieri in pensione.

Nei giorni successivi l’astensione dal lavoro è pressoché totale in tutta Italia e anche i ferrovieri di Tivoli partecipano compatti allo sciopero. Ecco una pergamena stampata per l'occasione come avvenne in dal 20 al 29 gennaio 1920 in molte stazioni della penisola.


La pergamena che ricorda i ferrovieri del deposito di Tivoli
che aderirono allo sciopero generale del 20-29 gennaio 1920


Alle trattative a Roma parteciperà il 29 gennaio anche il primo ministro Nitti e in quella sede vengono accolte gran parte delle richieste contenute nel Memoriale.


L'AVANTI, organo del Partito Socialista Italiano, così presentava lo sciopero il giorno 21 gennaio 1920: con un titolo a sei colonne che sosteneva lo sciopero e le rivendicazioni dei lavoratori


La prima pagina dell'Avanti! del 21 gennaio 1920



Ecco la trascrizione dell'articolo di fondo che ha per titolo:"Il carattere dello sciopero"


Lo sciopero generale dei ferrovieri è cominciato stamane in tutta Italia

I postelegrafonici persistono compatti nella loro grande battaglia

"Il carattere dello sciopero"


Il sindacato ferrovieri ha proclamato lo sciopero. le sezioni l'hanno entusiasticamente approvato.

Il Partito Socialista è con gli scioperanti, anche se essi, pel tramite della loro organizzazione, nulla hanno chiesto al Partito; anche se, contro il partito – quando si trattò di un'azione di carattere strettamente politico e di solidarietà internazionale – essi hanno accolte le lusinghe del governo di S.E. Nitti e si sono posti contro di noi. il Partito Socialista è con gli scioperanti anche se essi non furono con lui durante la guerra ed accettarono gli elogi, i plausi, i premi della borghesia e della sua stampa per aver prestato lodevolissimo servigio al governo della resistenza e della vittoria.

Oggi i ferrovieri subiscono anch'essi le conseguenze della bella guerra. La crisi economica –  abbattutasi sulle classi lavoratrici come necessario e previsto risultato delle pazzesche imprese belliche – tormenta anche la famiglia ferroviaria. L'epidemia di scioperi – che la cecità della stampa Borghese attribuisce alla nostra opera sobillatrice – doveva quindi, naturalmente, colpire anche i ferrovieri, come ha colpito i postelegrafonici, come colpirà Indubbiamente altre categorie di lavoratori dello Stato. È tempo perduto rinnovare oggi le vecchie polemiche prebelliche intorno agli scioperi nei pubblici servizi. Oggi lo sciopero più che un atto di volontà della classe operaia che, attraverso la conquista di migliorie, tenta la via della propria emancipazione totale, è un atto di necessità, è un atto di conservazione. Si sciopera per non essere travolti. Si sciopera per arrivare prima a cogliere le ultime briciole rimaste nell'azienda dello Stato, dopo che la grossa borghesia, che ha voluto la guerra e non l'ha fatta, vi ha largamente banchettato.

Lo sciopero dei ferrovieri è dunque un movimento a carattere strettamente economico originato dalla crisi di guerra, fermentato entro le masse fra mezzo a tutta la psicosi di questo tormentoso periodo post-bellico, nel quale indubbiamente maturano eventi ben più gravi e definitivi.

Coloro, che non intendono questa situazione – uomini politici e giornalisti – che, anzi, si industriano ad incrudirla e ad inasprirla invocando misure reazionarie e cercando – come è oramai loro costume – di travisare i fatti con la menzogna e con ogni sorta di mistificazioni, riflettano sulla immensa responsabilità che si così facendo, s'addossano. E ritengano per certo che, s’anco oggi torna ad essi comodo mostrare di elogiare il Partito contro i ferrovieri – allo stesso modo che ieri plaudivano ai ferrovieri contro il Partito – simile manovra è assai meschina e volgare perché non possa raggiungere proprio l'effetto opposto, quello cioè di dare al movimento una tonalità e poi un carattere politico tali da indurre il Partito a prendere immediatamente diretta posizione contro i mistificatori ed i reazionari.

Per ora – e fino a che lo sciopero dei ferrovieri si mantenga nei limiti di una agitazione a carattere economico – il Partito Socialista non può fare altro che seguirlo con la più viva simpatia e col voto ardente di pronta e soddisfacente soluzione. Le sezioni Socialiste e tutti gli organismi del nostro partito – i comuni, le cooperative, i giornali – così come quelli che fiancheggiano la nostra azione politica – diano allo sciopero la propria simpatia e solidarietà, in attesa di eventuali ulteriori istruzioni.

In questo modo la organizzazione politica del proletariato socialista – al di sopra delle discrepanze di ieri e di quelle possibili del domani – intende il proprio dovere e lo compie nei limiti della possibilità, mentre lo sciopero dei postelegrafonici e quello dei ferrovieri le tolgono i mezzi di un'azione concreta.

Qualunque altra notizia in merito allo sciopero dei ferrovieri, data dalla stampa borghese, o da qualsiasi altra parte provenga – e che non sia conforme a questa nostra dichiarazione, è da accorgersi con le debite riserve e da ritenersi tendenziosa o falsa.

Tutto ciò scriviamo di fronte ad un movimento che ha carattere nettamente economico e che nelle pubbliche dichiarazioni dei suoi dirigenti – altre non ne conosciamo – tende a conquiste corporative. Se poi, in questa torbidità situazione, altri elementi dovessero intervenire colorendo a tinte politiche l'agitazione e facendola sboccare in una azione che andasse oltre gli attuali scopi economici, il Partito Socialista esaminerà quanto riterrà opportuno di fare, valutando gli elementi di giudizio a propria disposizione ed assumendo tutte intere le proprie responsabilità.

Questo scrivemmo giorni [or] sono, questo ripetiamo oggi contro ogni manovra che si tentasse ai danni del Movimento proletario e Socialista.



Lo sciopero durò nove giorni e vi fu una grandissima adesione. Vennero stampate molte pergamene per ricordare i partecipanti e anche coniate medaglie per essere vendute e con i ricavati finanziare la protesta.
Medaglie per lo sciopero dei ferrovieri del 20-29 Gennaio 1920

Le medaglie coniate per finanziare lo sciopero
dei ferrovieri indetto dal sindacato SFI

Fonti:
- Archivio L'Avanti del Senato della Repubblica
- Il sindacato Ferrovieri Italiano
- https://www.perunaltracitta.org/2020/01/20/73881/

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