TOGLIATTI PARLA AGLI ELETTORI DI TIVOLI
Unirsi per ricostruire e rinnovare l’Italia
Tivoli, 16. — Questa sera alle 18,30 il blocco popolare dei partiti comunista, socialista, repubblicano e d’azione ha tenuto un importante comizio a Tivoli
Dopo brevi parole di saluto del prof. Lucherini, repubblicano, di Mario Berlinguer per il P. d’Az., del compagno Barbareschi, per il P.S.I.; ha preso la parola il compagno Togliatti.
Egli ha esordito ricordando il suo primo vero comizio a Tivoli, nel lontano 1922, durante l’infuriare della reazione fascista, mentre i lavoratori d’avanguardia cadevano sotto il piombo degli sgherri di Pollastrini.
Di fronte alle rovine della vostra città, ha detto Togliatti, sono rimasto particolarmente sorpreso dal fatto che non si sia raggiunta l’unità di tutte le forze sane, democratiche, per ricostruire quanto è stato distrutto.
Egli ricorda inoltre il comizio che è stato tenuto pochi minuti prima dalla Democrazia Cristiana, in cui sono state dette parole che non erano parole di concordia.
Circa la questione di Trieste e della Venezia Giulia, Togliatti ha precisato che la posizione del Partito Comunista è stata già presa da due anni, e che della situazione di quella regione si deve chiedere conto ai fascisti e alla monarchia che hanno voluto la guerra e che l’hanno perduta. In ogni modo, ha detto Togliatti, “siamo stati noi — anzi sono stato io personalmente che nel Consiglio dei Ministri ho formulato quell’ordine del giorno in cui si dice che Trieste è incontestabilmente italiana”. Ma noi comunisti non vogliamo, ha soggiunto l’oratore, fare una speculazione nazionalistica della questione di Trieste, noi vogliamo risolverla amichevolmente con gli slavi.
Togliatti ha stigmatizzato la campagna allarmistica e guerraiola che la stampa gialla sta conducendo in questi giorni, e che crea confusione, panico e disperazione nel popolo.
A proposito della campagna spirituale condotta da certi sacerdoti contro il nostro partito, Togliatti ha detto: “la religione cattolica è la religione di mio padre e di mia madre ed io non posso essere contro questa religione”. Egli ha poi chiesto ai sacerdoti perché mai essi conducono la loro azione per dividere il popolo e perché non hanno a suo tempo scagliato la scomunica sui fascisti così come la scagliamo oggi sui comunisti.
La lotta contro il fascismo, ha continuato Togliatti, è stata condotta da noi e sarà continuata fino a che non saranno estirpate le radici del fascismo in Italia, comunque esse si presentino. Un altro errore della Democrazia Cristiana è quello di preferire l’alleanza del qualunquismo a quella dei partiti dei lavoratori.
Bisogna intanto — ha proseguito Togliatti — conquistare il comune ad un’amministrazione onesta, perché l’Italia sia rinnovata e ricostruita, prendendo i mezzi da chi ne è soprattutto provvisto, e sgravando del peso fiscale quanti hanno già dato tutto, cioè i lavoratori.
In questa lotta per ora si sono schierati alcuni alcuni partiti, in primo luogo i partiti comunista e socialista. Ed a questi è opportuno oggi dare il voto. L’oratore ha concluso invitando il partito democristiano ad entrare nella grande alleanza delle forze del lavoro per il rinnovamento e la ricostruzione democratica e repubblicana della patria.

