28 settembre 2020

VIOLENZE NELLA CARTIERA DI GIOVANNI MODESTI SULL'OPERAIO GUERRINO SALVATI [Cartai pt.4]

 

Al giornalista dell'Avanti! arriva per lettera il racconto di come venivano trattati i giovani operai se tentavano di sottrarsi agli ordini del padrone: a suon di schiaffoni dopo un turno massacrante di più di 12 ore di lavoro. Queste erano le condizioni dei cartai che però reagirono e, nel tempo, si diedero gli strumenti per opporsi a queste violenze. Le fondazioni delle Leghe di resistenza dei cartai e dei lavoratori della pietra, l'avvio della Camera del Lavoro sono ormai realtà concrete e sono sempre di più gli operai che partecipano alle riunioni e finanziano i progetti. Le stato delle cose si può modificare, insieme, unita, la classe operaia può rivendicare i diritti e avanzare le richieste di miglioramento non solo economico ma anche umano. È lunedì 29 ottobre 1900 e di seguito potete leggere la quarta parte della narrazione di Eolo Varagnoli.
Panorama della città Vecchia quando ancora si alzavano i pennacchi di fumo dalle cartiere

GLI OPERAI CARTAI DI TIVOLI

(Continuazione vedi n. 1386, 1390)


Visto come dicemmo, che a nulla valevano gli sforzi del delegato, i proprietari, degni prosecutori dell’opera dei loro vetusti antenati, iniziarono il fuoco di fila delle sfacciate violenze.

Ma perché resti dimostrato ancora una volta quanto mai gli operai sono miti nelle loro proteste e quanta sofferenza hanno adottato di fronte alle ingiurie ed alle percosse padronali, stimo opportuno riprodurre nella sua integrità una lettera di un buono e semplice lavoratore, che nella sua primitiva ingenuità sente il desiderio di denunziare uno dei tanti fatti di cui quotidianamente sono vittime.

Leggete, amici lettori, e poi ditemi se non vi sale al viso il rossore riflettendo che nella società in cui viviamo sono possibili certe enormezze:

“ … Giorni or sono alla cartiera Modesti avveniva questo bruttissimo fatto che non è dei primi ma che speriamo sia l’ultimo. Un giovane operaio cartaio, socio della nostra lega, certo Guerrino Salvati, dopo aver regolarmente compiuto il suo lungo turno di lavoro, venne chiamato dal padrone della cartiera, signor Giovanni Modesti, il quale intendeva obbligarlo a supplire un operaio mancante, per le susseguenti dodici ore notturne. Il giovanotto giustamente si oppose, adducendo a motivo del rifiuto la stanchezza e l’esaurimento delle forze. Ma a quella risposta il padrone, inviperito, gli menò ripetuti schiaffi. S’interpose, per far cessare la scena brutale, un operaio anziano, ma … ahimé! Anch’egli ebbe due poderosi schiaffi. Ora il giovane, dopo formale verifica del medico, il quale constatò la straordinaria enfiagione delle sue guance, ha sporto formale querela contro il signor Modesti. Vedremo cosa saprà fare la giustizia.”

Questa la tranquilla lettera dell’operaio che mi scrive, il quale, chiudendola, non ha minacce ma dice di sperare nell’opera della giustizia.

Eppoi, signor delegato, venga ad affermare che gli operai inscritti alla Lega di resistenza sono dei sovversivi!

Ma rimane il fatto narrato come documento incancellabile della prepotenza dei padroni di Tivoli, i quali senza ritegno si abbandonano a violenze che nauseano ogni animo onesto.

Perdio! il medio-evo con tutte le sue infamie e le sue turpitudini passò ormai nel dominio della storia, e gli operai cartai, pur mantenendosi strettamente nell’esercizio legale dei loro diritti, intendono por fine per sempre all’impero teocratico di una camarilla che, iniquamente sfruttando, adopra o scudiscio per soggiogare i lavoratori, che fino adesso furono tenuti in conto di schiavi.

Il risveglio è prossimo, o feroci Torquemada, e gli operai sapranno fra breve prendersi la rivincita, contrapponendo alle vostra gesta eroiche la forza suprema dell’organizzazione.

Eolo Varagnoli





Il ritaglio dell'Avanti del 29 ottobre 1900

[Cartai pt. 4 continua]


26 settembre 2020

GLI OPERAI CARTAI DI TIVOLI [Cartai pt.3]

Un altro articolo dell'anarco-sindacalista Eolo Varagnoli che prende a cuore, anche per militanza politica, le vicende e gli sfruttamenti degli operai e delle operaie delle Cartiere di Tivoli. Il taglio dell'articolo è scherzoso, ironico; da una parte prende in giro i padroni dall'altra cerca di coinvolgere la classe operaia tiburtina affinché prenda coscienza della propria misera condizione lavorativa.

Avanti! Giovedì 25 aprile 1900


GLI OPERAI CARTAI DI TIVOLI

(Continuazione venti n. 1396)


Una parte delle Cartiere di Tivoli nei primi anni del novecento


Promisi di parlare delle medievali prodezze dei tirannelli di Tivoli, ma oggi, perché tali prodezze siano sufficientemente illustrate, debbo fare una piccola cronistoria.

Come ai beati tempi del feudalesimo, i padroni delle cartiere, avevan anni or sono costituito delle microscopiche quanto sonnifere associazioni operaie i cui dipendenti, manco a dirlo, eleggevano a presidente il padrone stesso, a segretario il direttore del suo opificio ed a cassiere l’amministratore.

Queste cariche, come le nomine dei senatori, erano vitalizie, e gli aguzzini degli operai, camuffati a filantropi, dispoticamente dettava leggi dentro e fuori gli stabilimenti.

I lavoratori intanto, subivano le conseguenze di questa sfacciata coalizione padronale, e le loro paghe come le ore di lavoro rimasero sempre quali erano in illo tempore, e cioè: salario che varia da L. 1,45 alle 2,50, salvo per i capi operai il cui compenso giunge fino alle lire 8, dodici ore di fatica e … la sfera e gli schiaffi per giunta!

Qui però, sarei indotto a fare una descrizione degli antri in cui si svolge l’attività del disgraziato operaio cartaio, dovrei rilevare l’enorme danno che subisce la sua salute dal lavorare continuamente giorno e notte, in orribili caverne, dove l’acqua trasuda da per tutto, ove, per conseguenza, l’umidità penetra fin nelle ossa, dovrei insomma addentrarmi in una penosa descrizione, la quale, se farebbe fremere di sdegno o di orrore ogni anima onesta, dall’altro canto farebbe crollare le spalle ai tirannelli del paxxx come al racconto di una cosa più che naturale. Non lo faccio dunque, ed anziché addentrarmi in un terreno in cui la rettorica potesse far capolino, preferisco l’arida narrazione dei fatti nudi e crudi.

Accortisi finalmente della turlupinatura di cui fino ad ora furono vittime, i cartai pensarono di costituirsi in lega di resistenza e sezione della Camera del lavoro, ed a tale scopo invitarono l’onorevole Bissolati a presenziare una loro riunione preparatoria.

Apriti cielo! … Non l’avessero mai fatto. I padroni si dettero affannosamente d’attorno da un lato, mentre il delegato compiva, o meglio tentava compiere dal canto suo, l’opera di dissolvimento.

Bissolati! La Camera del lavoro! Ma siete pazzi! Tutti anarchici, capite? Per carità … fuggiteli come la peste!

Ecco, vedete - soggiungeva il funzionario facendosi anche cortese ai più influenti operai - perché avete intitolato la vostra associazione Lega di resistenza? E non era meglio intitolarla Associazione di miglioramento? Eppoi quel Bissolati … quella Camera benedetta! …  Vedete se a me - seguitava con voce melliflua il funzionario - se a me diceste i vostri desiderati, io d’accordo con l’onorevole Alfredo Baccelli otterrei tutto ciò che volete … Baccelli! Quello si che è una perla; ma Bissolati, la Camera del lavoro … tutti anarchici pericolosi!

E così di questo passo per un bel pezzo, quando …

Il quando tra poco.

                                        Eolo Varagnoli






[Cartai pt. 3 continua]


24 settembre 2020

UNA SEZIONE DELLA CAMERA DEL LAVORO [Cartai pt.2]




Questo ritaglio dell'Avanti! è del 2 ottobre 1900 e riporta i tentativi di costituire a Tivoli, vista la consistenza numerica della classe operaia locale, una sezione della Camera del Lavoro.


Dalla provincia romana




Tivoli
 30 (ennegi) - Una sezione della Camera del lavoro — Ieri furono tra noi i rappresentanti della Camera del lavoro di Roma, Sabbatini Romolo e Varagnoli Eolo, venuti qui per curare la nascente organizzazione degli operai cartai di Tivoli e fondare una sezione della Camera del Lavoro.

I nostri ospiti, invitati ad una riunione, che riuscì numerosissima, spiegarono ampiamente gli scopi delle leghe di resistenza, esortando vivamente questi lavoratori all’unione ed alla concordia.

I rappresentanti della Camera del lavoro presero nozione delle miserrime condizioni degli operai cartai e promisero di formulare loro uno schema di statuto per la nascente Lega.

Ognuno di noi fa voto che queste gradite ed utilissime visite si susseguano spesso poiché urge seriamente dare un indirizzo pratico e concreto alla organizzazione operaia che si annunzia poderosa, avendo già iscritti 250 cartai.

Sabbatini e Varagnoli, festeggiatissimi, furono accompagnati a visitare le principali attrattive di questa cittadina, lasciando in ognuno una lieta impressione.

Si raccolsero dei denari per la sottoscrizione della Camera del Lavoro.


In questa seconda parte iniziamo a conoscere alcuni "agitatori" romani: Sabbatini Romolo e Varagnoli Eolo. Quest'ultimo è un anarchico toscano che fa il tipografo a Roma e la sua biografia ben dettagliata la troviamo nell'archivio digitale della Biblioteca Franco Serantini. Vedi l'interessante scheda: Eolo Varagnoli che fa uso delle seguenti fonti: Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell'Interno. Casellario politico centrale, ad nomen. Bibliografia: scritti di V. Nel Vertice, Roma 1905.
Vicenda più complessa e meno lineare quella dell'anarchico sindacalista romano Romolo Sabbatini (o Sabatini) che da sindacalista, socialista e tipografo dell'Avanti! diventa fascista. Una buona sintesi del percorso politico e sindacale di Romolo Sabbatini lo troviamo su Storia e Futuro scritto da Daniele D'Alterio.
In quegli anni di inizio secolo molti erano gli anarchici, i sindacalisti ed i socialisti che erano degli agitatori di professione che agivano per formare coscienze e classe operaia che rivendicava e lottava per migliorare la propria condizione di vita.

[Cartai pt. 2 continua]

MICROPROCESSORI

 Il primo libro sui microprocessori, anno 1985, che ho avuto il “piacere” di leggere. Mi ero laureato in Ingegneria Elettronica da pochi anni e non avevo però mai affrontato l’argomento. Mi sono ritrovato, ahimè, ad insegnare microprocessori tutta la vita.


Charles M. Gilmore

INTRODUZIONE AI MICROPROCESSORI

Zanichelli


22 settembre 2020

I CARTAI SI ORGANIZZANO - Bissolati a Tivoli [Cartai pt.1]


Bollitori della Cartiera Segrè (foto di Annalisa Biagioli)



Questi due ritagli di giornale di un articolo pubblicato il 22 luglio del 1900 a pagina tre sull'Avanti!, sono forse la prima traccia scritta delle lotte dei Cartai a Tivoli dove, tra l'altro, si può ritenere come fondata la notizia del numero delle ore di lavoro giornaliere per uomini, donne e ragazzi nelle cartiere tiburtine. L'occasione la offre una visita, senz'altro concordata, dell'onorevole Leonida Bissolati allora noto esponente del PSI, deputato e anche direttore dell'Avanti! alla città turrita. Si gettano le basi e si inizia facendo federare la nascente Lega dei Cartai di Tivoli con la Camera del Lavoro di Roma.


I CARTAI SI ORGANIZZANO

Bissolati a Tivoli 



Tivoli 28 — Qui, come sapete, sono parecchie le cartiere e costituiscono la industria più grossa del luogo. Gli operai impiegati in esse toccano la cifra di 500 — a cui vanno aggiunte le donne e i ragazzi.

Le condizioni pessime in cui sono costretti a lavorare e a vivere questi poveri operai, li avevano spinti sulla via dell’organizzazione sin dai primi mesi del 1898. Allora allato ad essi avevano cominciato ad organizzarsi anche i cavatori di pietra un'altra grossa industria di Tivoli. Ma venne il maggio del  ’98 e benché né a Tivoli né a Roma fosse accaduto il principio di un tumulto, l'autorità fu felice di far felici i padroni sciogliendo le organizzazioni tiburtine gettando a terra il primo abbozzo della Camera del lavoro che si veniva disegnando. 

Dal maggio ’98 peggiorarono le condizioni dei lavoratori. Non più paurosi di alcun freno i padroni si diedero a sfruttare allegramente la massa operaia ma la corda troppo tesa si spezza; questi metodi di sfruttamento furono stimolo potente a una ripresa del movimento di organizzazione. 

E infatti si sappia che i cartai a Tivoli lavorano 13 ore al giorno; e le donne 12 e i ragazzi, anche se fra i 12 e i 15 anni di età, 12 ore anche essi di seguito. E le paghe? Quale irrisione. Gli adulti lire 1,50 le donne dai 40 ai 60 centesimi i ragazzi cinque o sei soldi

Il lavoro è dei più faticosi e dei più malsani le cartiere sono a tipo vecchio per la maggior parte costruite cioè e funzionanti senza alcun riguardo per la povera gente che in esse lavora. Si deve fare tutta la giornata con i piedi nell’acqua, coi muri e coi soffitti che grondano sicché tra i cartai è diffusissima una malattia prodotta dall'umidità e dalla denutrizione la congiuntivite cronica (malattia degli occhi).

Gli infortuni sono frequenti perché mancano i ripari per prevenirli. Ma pazienza se almeno i signori proprietari obbedissero alla legge degli infortuni e pagassero il premio di assicurazione. Ma no: profittando della ignoranza e della disorganizzazione operaia la maggior parte di essi preleva in due o tre soldi la settimana sul magro salario per rifarsi delle pagamento dell'assicurazione E quando capita l’infortunio si addossano all'operaio la  spesa del medico si lesina e si cavilla in tutti i modi si tirano le cose per le lunghe e finalmente si finisce per offrire un pagamento irrisorio. L'operaio trova che è poco e si vuole impuntare? Lo si minaccia di licenziamento e l'operaio deve ricevere il denaro —come si dice — con le mani di dietro.

Le angherie che si commettono nella più parte delle cartiere sono senza numero. E se qualche operaio vuol difendere i suoi diritti e far valere le sue buone ragioni eccolo licenziato.

I padroni poi hanno fatto lega tra loro: e se uno è licenziato da una cartiera bisogna che faccia fagotto e che cambi mestiere. 

*


**


Era troppo naturale che i poveri cartai pensassero a difendere la loro vita e ieri domenica vollero riprendere l'opera interrotta dalla violenza del 1898 ricostituendo la lega di resistenza.

I padroni appena seppero della cosa tentarono di impedire che l'adunanza avesse luogo. Dichiararono che avrebbero fatto lavorare benché quello fosse il giorno della festa dei cartai ma agli operai tennero duro E fecero capire che se la festa non gliela davano se la sarebbero presa. Così quasi tutte le cartiere sospesero ieri il lavoro.

I padroni ricorsero a un altro stratagemma. Si misero d'accordo col delegato finché, posto che non avrebbero potuto impedire la conferenza privata del Bissolati, la conferenza fosse pubblica. Così speravano di impedire, magari con la loro presenza, che gli operai prendessero parte attiva alla adunanza e che si concretasse qualcosa. Ma agli operai carpirono il giuoco e la vollero privata.

E infatti alle ore 9 del mattino quando il Bissolati fu arrivato si tenne la conferenza. Della quale diremo solo il risultato: fu deliberata la costituzione della lega; fu eletta una commissione provvisoria per preparare lo statuto e avviare le prime pratiche; fu stabilito che la Lega di resistenza dei cartai di Tivoli si federasse alla Camera del lavoro di Roma. Più di 150 operai si iscrissero immediatamente facendo con entusiasmo il primo versamento. Intorno la polizia fece sfoggio un ridicolo zelo: pedinamento di Bissolati, scioglimento di ogni gruppetto di operai, provocazioncelle irritanti. I bravi cartai consci della serietà di quel che facevano, mandarono a vuoto tutte le arti poliziesche. Bissolati ripartì al tocco salutando affettuosamente.

Ed ora operai a voi! A voi il lavoro assiduo paziente di propaganda per ingrossare il fascio già formato e far portare a termine lo edificio di cui ieri furono poste le fondamenta.


[Cartai pt.1 continua]


Leggi il post successivo: Una sezione della Camera del Lavoro [Cartai pt.2]

INTRODUZIONE ALLE LOTTE DEI CARTAI TIBURTINI ALL'INIZIO DEL '900 [Cartai Intro]

 Una delle foto che più mi piace della Tivoli che fu è quella che inquadra un vecchio Autobus cittadino che scende per la discesa di via San Valerio e che occupa tutta la strada. Non so quando e chi abbia fatto lo scatto, non so se la foto è di proprietà (l'ho presa dalla rete e non so se il nome sovrascritto sia del proprietario o dell'autore dello scatto). La foto è collocabile tra la fine degli anni '60 e la metà degli anni '70 (credo). Certo che vorrei ringraziare l'autore e chi, conservandola, è riuscito a recuperarla alla memoria di questa città, ma non so proprio come fare per trovarlo. Ma allora cosa lega la foto di un vecchio autobus nel centro storico della città e le lotte degli operai delle cartiere tiburtine agli inizi del '900? Il nesso non è solo il mezzo di trasporto che mezzo secolo dopo trasportava gli operai al lavoro e li riportava a casa ma sono alcuni ricordi e "profumi" indelebili connessi con quei luoghi antichi e operosi.



Questa foto dell'autobus "incastrato" tra le strette vie del centro storico cittadino, a me piace molto. Mi ricorda quando, da bambino, vidi per la prima volta "gli autotreni con rimorchio" carichi di enormi rotoli di carta paglierina, appena usciti dalle cartiere, che arrancavano in salita e che spandevano nell'aria quel profumo tipico della carta paglia. È un odore forte che insieme al rumore della motrice e al fuggi fuggi generale delle persone, che dovevano trovare al volo un pertugio in cui infilarsi per far passare questi bestioni che incutevano un certo timore e che sembravano doversi incastrare tra muri e portoni del centro storico. Era la Tivoli Vecchia che aveva visto, nel corso di quasi un secolo, crescere una forte e combattiva classe operaia.

È un ricordo lontano che un po' si perde anche a causa della chiusura di tutte le cartiere allocate nella "Tivoli Vecchia". Ora sono un paio di anni che, a causa di alcune vicende accadute in città negli anni venti, che ho ripreso a studiare le lotte di fine ottocento e degli inizi del 1900 che "I Cartai" di Tivoli misero in campo - d'intesa e insieme alla Lega dei tipografi di Roma -  raggiungendo, in alcuni casi, delle notevoli vittorie sia dal punto di vista sindacale che politico. Le ore di lavoro erano 13 per gli uomini, 12 per le donne ed 12 per i ragazzi di 15 anni. Inizialmente furono socialisti e anarco-sindacalisti di Roma ad avviare i primi confronti tra gli operai ed a organizzare i lavoratori e le lavoratrici fino ad arrivare alla fondazione di una Lega dei Cartai tiburtini, con tanto di iscritti, di Statuto e di organi dirigenti. Si passerà così dalla Lega dei Cartai del 1900 alla fondazione della Camera del Lavoro del 1911. 

[continua]

Leggi il prossimo post: I CARTAI SI ORGANIZZANO - Bissolati a Tivoli, 22 luglio 1900 [Cartai pt,1] 


20 settembre 2020

APPUNTI PER LA COSTRUZIONE DI UN ARCHIVIO DIGITALE ETEROGENEO

 

Bifora gotica di piazza S. Croce a Tivoli
Foto di Pio Tedeschi


Domenica 20 settembre 2020.

Inizio di un lavoro di archiviazione di dati eterogenei: foto, copertine di libri, pagine di giornali, articoli, memorie, relative al proprio percorso di vita ed ai propri interessi. Il lavoro di pubblicazione avrà lo scopo di raccogliere documenti digitalizzati che potranno essere utili in seguito quando si riuscirà a creare un vero e proprio sito di memoria.

L'uso sarà pubblico purché ci si ricordi di citare la fonte: "nuvolarossa".

Nuvola Rossa è il "nome di battaglia" che mi porto addosso dagli anni settanta, da quando c'era "il movimento del '77" in riferimento alle lotte, soprattutto studentesche, ma non solo, che volevano cambiare tutto.

Il mio nome è Claudio Proietti, vivo e risiedo a Tivoli insegno Elettronica, Telecomunicazioni e Sistemi Automatici in un Istituto Tecnico Industriale e sono prossimo alla pensione. Da più dieci anni sono il segretario della locale sezione dell'ANPI e mi occupo di memoria e di storie locali.
Il contatto e-mail è: claudio.tivoli@gmail.com

APPUNTI SULLA ROCCA PIA DI TIVOLI

La Rocca Pia a Tivoli con gli archi dell'acquedotto Rivellese, le mura della città, il campanile di S. Maria Maggiore e, sullo  sfondo, ...

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