20 giugno 2022

IN RICORDO DI CLETO INNOCENTI ANTIFASCISTA

Dante Cornelli dedica, a Cleto Innocenti, due paginette del suo Quarto libretto(1).


Dante Corneli individua Cleto Innocenti nella fila dei seduti sotto il sindaco
socialista Arnaldo Parmegiani che però noi, in questa foto non abbiamo riconosciuto



CLETO INNOCENTI


"Piccolino, ma sempre a punto e “arizzelato”(2), è riuscito a resistere, a superare le intemperie, le violenze e tutti i guai di questo ventesimo secolo, mentre molti altri più grandi e più forti di lui, e più furbi e maligni, non hanno resistito. Lui, così piccolo, come un ragazzino, con “Giggetto lu sartore”, anch'egli uomo molto debole, mingherlino e strano, furono i primi precursori, i primi apostoli del socialismo nella città di Tiburto(3).

Chi dei vecchi dirigenti del PSI non è venuto a Tivoli?

Quanti comizi! Quanti discorsi!

Erano questi due tiburtini, Giggetto e Cleto, che invitavano gli oratori, stampavano ed attaccavano i manifesti, con la carrozzella li aspettavano alla stazione, dopo il comizio li portavano a Manfrella(4), o al ristorante del Plebiscito(5) … ed era sempre Cleto che … pagava del suo. Mi dicevano che ci fu qualcuno che approfittava di questo suo debole. Quando una volta cercai di chiarire la cosa e ne parlai con Cleto, lui con modestia schivò il discorso. 


Difficile trovare nella nostra città un altro compagno che del partito e del socialismo se ne sia fatto un mito, ed abbia creduto con tanta devozione e abnegazione come lui. Timido, modesto, faceva tutto silenziosamente, inosservato. Nelle riunioni non abbiamo mai sentito la sua voce. Aspettava con pazienza che gli affidassero qualche incarico, che lui svolgeva con grande devozione e puntualità.


Tra tanti compagni che avevamo in Tivoli, durante il fascismo, quando a Tivoli venivano gerarchi e capi di governo, tra i primi che venivano arrestati e rinchiusi a Regina Coeli, c'era Cleto innocenti.

È stato lui a conservare la bandiera rossa che venne issata sul monte della Croce dopo la caduta del fascismo.

L’ho rivisto dopo circa mezzo secolo. Come sempre timido, modesto e povero di parola, commosso mi guardava sembrava mi dicesse: “eccomi qui, non so’ cambiato …, dammi qualcosa da fare …".

Rimasi male quando qualche ora dopo lo rividi… con lo sguardo smarrito incerto cercare qua e là il suo piccolo bastone. Da circa un'ora lo cercava per la città, nei posti dove era stato: non riusciva a ritrovarlo. Calmo, in silenzio, un po' avvilito, uscì senza il bastone dicendomi: “Chi sa dove l'ho lasciato. Me ne farò un altro!”.

Modesto, semplice, con la sua grande devozione più che altro mistica, senza mai nulla chiedere e tutto sacrificando, Cleto ha vissuta la sua lunghissima vita come pochissimi lo hanno fatto."




Dal Casellario Politico Centrale

Innocenti Cleto

data di nascita 1882

luogo di nascita Tivoli, Roma, Lazio, Italia

luogo di residenza  Tivoli, Roma, Lazio, Italia

colore politico  comunista

condizione/mestiere/professione  cartaio

Unità archivistica

busta 2636

estremi cronologici 1930-1942

nel fascicolo è presente  scheda biografica

I00735


Su Cleto Innocenti leggi anche: https://claudiotivoli.blogspot.com/2021/02/risveglio-di-teppismo-rosso.html?m=1

_________________

1 da Dante Corneli LOTTE CONQUISTE ILLUSIONI ERRORI

DOPOGUERRA 1919 - 1922

Seconda parte. pag. 40

2 Sistemato, in ordine, vestito bene

3 Un modo alternativo per indicare la città di Tivoli

4 Noto Ristorante dell’epoca che si trovava all’inizio di via della Sibilla che porta a piazza della Cittadella

5 Ristorante dell’epoca, centralissimo e molto frequentato, sito nella omonima piazza del Plebiscito

17 giugno 2022

LA LOTTIZZAZIONE NATHAN INTORNO ALLA VILLA DI ADRIANO

 La più grande speculazione edilizia a ridosso della villa di Adriano, oggi Patrimonio dell'UNESCO, iniziò negli anni che precedettero il cosiddetto "Boom economico"; era il 1960 ed una cordata di imprenditori locali presentò un progetto per costruire una città ( un milione e mezzo di metri cubi) confinante con la Villa di uno dei più famosi imperatori romani. Interessante la ricostruzione che ne fa l'Unità in una pagina dell'ottobre del 1991.



Il progetto fu approvato dal Consiglio Comunale di Tivoli nel 1965 ma per un ventennio di fatto la Nathan non decollò. Fu nel 1989 che una società legata agli ambienti andreottiani del mattone, che prese in mano le redini del progetto e da quel momento iniziarono a gonfiarsi le vele: Nulla osta della Soprintendenza delle Belle Arti, autorizzazioni della Regione Lazio, approvazione in Consiglio Comunale. La questione, in un primo momento, venne sollevata dall'ex sindaco comunista Massimo Coccia che scrisse un articolo sul periodico Hinterland. 

Nelle figure che seguono le composizioni dei Consigli Comunali del periodo 1964 - 1970 e quello del periodo 1990 - 1993; da notare come, prima della riforma dell'elezione a Sindaco, il primo cittadino cambiava in corso di consigliatura

Consiglio Comunale di Tivoli dal novembre del 1964 all'aprile del 1970 - pag 160

Consiglio Comunale di Tivoli dal novembre del 1964 all'aprile del 1970 - pag 161

Consiglio Comunale di Tivoli dal maggio 1990  all'agosto del 1993 - pag 170

Consiglio Comunale di Tivoli dal maggio 1990  all'agosto del 1993 - pag 171

Negli anni '90 vi fu un'aggregazione politica critica verso la lottizzazione Nathan formata da Pci-Pds, parte del Psi e Verdi. Anche le associazioni ambientaliste, come per esempio Legambiente, intrapresero una battaglia giudiziaria contro la cementificazione dell'area e vi furono riduzioni di cubature  ed anche iniziative di procedure penali da parte del sostituto Procuratore della Pretura di Roma (Andrea Padalino) che delineò un reato di distruzione e deturpamento delle bellezze naturali (art. 734 del C.P.).

Dal giugno del 1999 al febbraio del 2003 e nella consigliatura successiva, tutte e due guidate dal sindaco Marco Vincenzi, con assessore all'urbanistica Franca Capone entrambi dei Democratici di Sinistra, provarono con un nuovo progetto a dare linfa alla lottizzazione Nathan che però non portò a nulla di concreto. Ad oggi sembra ancora tutto fermo ma la “politica” del mattone è sempre attiva e vedremo dopo il sindaco Proietti quali saranno le sorti del patrimonio Unesco minacciato da improbabili discariche e palazzi dormitorio.

 FONTI:

- Archivio del L'Unità

- Sindaci, Consiglieri e assessori del Comune di Tivoli dal nov. 1870 al febbraio 2008 - A cura di Mario Marino - Comune di Tivoli

07 giugno 2022

TIVOLI 6 GIUGNO 1944: I MARTIRI DELL'ARETTA

 L'Aretta è un vocabolo della campagna tiburtina zona colli di Santo Stefano. È sempre stata una zona di uliveti e nell'afoso giugno del 1944 si combatteva la battaglia di Roma con le truppe nazifasciste che si stavano ritirando per riorganizzare il fronte più a Nord. Roma fu liberata il 4 giugno del 1944 e sulla via Tiburtina e sulle altre strade consolari, i tedeschi erano in ritirata verso il Nord.

A causa dei bombardamenti e dei cannoneggiamenti degli alleati, la popolazione della città di Tivoli si rifugiava nelle gallerie ferroviarie, nelle campagne e nelle grotte naturali che si trovavano nei dintorni della città. Alcune di queste grotte si trovavano nella zona degli Arci sotto il Monte Ripoli ma dalla parte della via Empolitana. Il Monte Ripoli e la Dea Bona ad ovest guardano la pianura romana nella zona di via Pomata e dei colli di Santo Stefano.

Gli alleati cannoneggiavano verso la città di Tivoli mentre avanzavano ma gli occupanti delle grotte pensavano che era meglio smettere di sparare perché non si vedevano più tedeschi in giro. Ma così non era e quando alcuni ragazzi scesero dalle alture, per andare incontro agli alleati per dire che i tedeschi erano fuggiti e che non era più necessario sparare, incontrarono una retroguardia tedesca, probabilmente sabotatori, che li catturò e li fucilò in mezzo agli ulivi dell'Aretta, vicino al fontanile dei Colli di Santo Stefano.

Nel 2015 questo era lo stato della Stele che ricordava l'assassinio dei tre giovani fucilati all'Aretta

Gli antifascisti di Tivoli, nella primavera del 2015, dopo aver chiesto l'autorizzazione al proprietario dell'uliveto, fecero un'opera di bonifica e di ripulitura sia dei luoghi che della stele per iniziare un percorso di memoria antifascista fino ad allora assente.

Ecco il testo che si legge sulla lapide ritrovata:

QUESTA PIETRA RICORDA AI POSTERI 

IL SACRIFICIO GENEROSO 

DELLE GIOVANI VITE VENTENNI DI

DESIDERI FRANCO

CALORE SERGIO

COSTANTINI AMLETO

BRUTALMENTE ASSASSINATI DA

PIOMBO TEUTONICO MENTRE

TENTAVANO DI RISPARMIARE

ALTRE VITTIME ALLA LORO

TIVOLI

A MANE E A VESPRO E

SPIRITUALMENTE IRRORATA

DAL PIANTO DEI GENITORI

In questo sintetico video c'è la memoria di quella iniziativa che riportò alla luce la vicenda dell'uccisione dei tre giovani.



 

01 giugno 2022

LO SCIOPERO DEL '63 DEGLI STUDENTI DELL'ARMELLINI DI TIVOLI

 Non molti qui a Tivoli conoscono le origini e la storia dell'Istituto Tecnico Industriale Statale "Alessandro Volta" attualmente con due sedi: una a Tivoli in via S. Agnese, dopo la stazione ferroviaria, e la seconda a Guidonia in via Roma. Nel 2014 vi fu un grande evento al teatro Giuseppetti di Tivoli per ricordare i cinquanta anni dalla fondazione che avvenne nel 1964.

Ed ecco allora il motivo della curiosità di questo ritaglio di giornale: lo sciopero degli alunni ci fu perché il Preside Giusti chiuse la scuola in quanto le aule prefabbricate situate a Largo S. Angelo (La Mutua per i tiburtini) non erano in grado di contenere i cinquecento allievi che si erano iscritti ai corsi di Elettrotecnica. Era l'ottobre del 1963, io avevo nove anni, e la scuola ancora non si chiamava Alessandro Volta perché era una succursale dell'Armellini di Roma.

La pagina numero 5 de l'UNITÀ del 9 ottobre 1963. Il "Volta" non era ancora nato, la scuola era la succursale dell'Istituto "Armellini" di Roma



Ecco un ritaglio del Verbale nr. 1 del Collegio dei Professori del 12 Novembre 1964 da dove possiamo leggere al terzo punto all'Ordine del giorno: “Intitolazione Istituto”. Tale documento prova che fino al 12/11/1964 l'istituto non era ancora stato intitolato e quindi era ancora una succursale dell'Armellini di Roma. In questo periodo, si vede sul verbale, che il Preside è il Prof. Lorenzo Silipigni.


L’inizio del verbale n. 1 del Collegio Plenario dei Professori
del 12 novembre 1964



Una buona parte della storia dell'Alessandro Volta di Tivoli è sta raccolta in una pubblicazione di cui presentiamo la copertina in una foto che non rende bene e che presto sarà sostituita con una migliore.

Frontespizio del libro che celebrò i 50 anni del Volta,
curato dai proff. Marcello Eletti, Tonino Bernardini e  Claudio Proietti

Quando, nel giro di un anno, fu inaugurata la sede di via S. Agnese, le aule vennero occupate, di li a breve, dagli studenti del Liceo di Tivoli in quanto anche loro avevano carenza di aule. 

Sul finire degli anni '60 e la fine degli anni '70, a Tivoli si costruirono altre due scuole: il Liceo Scientifico di piazzale Saragat, vicino al cimitero, e l'istituto Enrico Fermi per Geometri e Ragionieri di via Acquaregna; questa però è tutta un'altra storia che racconterò in un altro post dedicato agli scioperi ed alle occupazioni del 1969-1970 che il sottoscritto visse in prima persona.

APPUNTI SULLA ROCCA PIA DI TIVOLI

La Rocca Pia a Tivoli con gli archi dell'acquedotto Rivellese, le mura della città, il campanile di S. Maria Maggiore e, sullo  sfondo, ...

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