Dante Cornelli dedica, a Cleto Innocenti, due paginette del suo Quarto libretto(1).
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| Dante Corneli individua Cleto Innocenti nella fila dei seduti sotto il sindaco socialista Arnaldo Parmegiani che però noi, in questa foto non abbiamo riconosciuto |
CLETO INNOCENTI
"Piccolino, ma sempre a punto e “arizzelato”(2), è riuscito a resistere, a superare le intemperie, le violenze e tutti i guai di questo ventesimo secolo, mentre molti altri più grandi e più forti di lui, e più furbi e maligni, non hanno resistito. Lui, così piccolo, come un ragazzino, con “Giggetto lu sartore”, anch'egli uomo molto debole, mingherlino e strano, furono i primi precursori, i primi apostoli del socialismo nella città di Tiburto(3).
Chi dei vecchi dirigenti del PSI non è venuto a Tivoli?
Quanti comizi! Quanti discorsi!
Erano questi due tiburtini, Giggetto e Cleto, che invitavano gli oratori, stampavano ed attaccavano i manifesti, con la carrozzella li aspettavano alla stazione, dopo il comizio li portavano a Manfrella(4), o al ristorante del Plebiscito(5) … ed era sempre Cleto che … pagava del suo. Mi dicevano che ci fu qualcuno che approfittava di questo suo debole. Quando una volta cercai di chiarire la cosa e ne parlai con Cleto, lui con modestia schivò il discorso.
Difficile trovare nella nostra città un altro compagno che del partito e del socialismo se ne sia fatto un mito, ed abbia creduto con tanta devozione e abnegazione come lui. Timido, modesto, faceva tutto silenziosamente, inosservato. Nelle riunioni non abbiamo mai sentito la sua voce. Aspettava con pazienza che gli affidassero qualche incarico, che lui svolgeva con grande devozione e puntualità.
Tra tanti compagni che avevamo in Tivoli, durante il fascismo, quando a Tivoli venivano gerarchi e capi di governo, tra i primi che venivano arrestati e rinchiusi a Regina Coeli, c'era Cleto innocenti.
È stato lui a conservare la bandiera rossa che venne issata sul monte della Croce dopo la caduta del fascismo.
L’ho rivisto dopo circa mezzo secolo. Come sempre timido, modesto e povero di parola, commosso mi guardava sembrava mi dicesse: “eccomi qui, non so’ cambiato …, dammi qualcosa da fare …".
Rimasi male quando qualche ora dopo lo rividi… con lo sguardo smarrito incerto cercare qua e là il suo piccolo bastone. Da circa un'ora lo cercava per la città, nei posti dove era stato: non riusciva a ritrovarlo. Calmo, in silenzio, un po' avvilito, uscì senza il bastone dicendomi: “Chi sa dove l'ho lasciato. Me ne farò un altro!”.
Modesto, semplice, con la sua grande devozione più che altro mistica, senza mai nulla chiedere e tutto sacrificando, Cleto ha vissuta la sua lunghissima vita come pochissimi lo hanno fatto."
Dal Casellario Politico Centrale
Innocenti Cleto
data di nascita 1882
luogo di nascita Tivoli, Roma, Lazio, Italia
luogo di residenza Tivoli, Roma, Lazio, Italia
colore politico comunista
condizione/mestiere/professione cartaio
Unità archivistica
busta 2636
estremi cronologici 1930-1942
nel fascicolo è presente scheda biografica
I00735
Su Cleto Innocenti leggi anche: https://claudiotivoli.blogspot.com/2021/02/risveglio-di-teppismo-rosso.html?m=1
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1 da Dante Corneli LOTTE CONQUISTE ILLUSIONI ERRORI
DOPOGUERRA 1919 - 1922
Seconda parte. pag. 40
2 Sistemato, in ordine, vestito bene
3 Un modo alternativo per indicare la città di Tivoli
4 Noto Ristorante dell’epoca che si trovava all’inizio di via della Sibilla che porta a piazza della Cittadella
5 Ristorante dell’epoca, centralissimo e molto frequentato, sito nella omonima piazza del Plebiscito







