26 marzo 2021

AGOSTA: CONTADINI IN ARMI

Fissiamo sulla carta qualche nome e alcuni fatti accaduti negli ultimi 9 mesi di guerra, dal settembre del '43 al giugno del 1944, nel territorio di Agosta che si trova sulla via Sublacense vicino al fiume Aniene.

Il racconto di Giuseppe STAZI raccolto da Umberto Orti (1)

Dopo l'8 settembre del '43 ad Agosta, così come in centinaia di altri paesi del Lazio, ci fu un "ritorno a casa" di molti soldati che si trovarono sbandati e a dover scegliere se aderire o meno alla RSI. Molti come sappiamo decisero di non aderire e, anche ad Agosta, una cinquantina di unità iniziarono a fare delle riunioni nel villino LIZZANI o dietro il muro del cimitero come ci racconta Giuseppe Panimolle (2). L'organizzatore fu il maggiore DE SANCTIS ed i giovani facevano i turni di notte come sentinelle per avvisare i renitenti in caso di pericolo.

Anche qui ad Agosta passarono decine e decine di prigionieri inglesi fuggiti dal Campo 54 di Passo Corese (Fara Sabina) che, attraverso i sentieri di montagna cercarono di arrivare al fronte per prendere contatti con gli eserciti alleati che combattevano a Cassino. Anche qui ad agosta si sviluppò quella "resistenza umanitaria", detta anche Resistenza Civile, che vide molte famiglie di contadini sfamare, rifocillare, curare e ospitare i prigionieri alleati che si "accampavano" in zona. Sappiamo anche che alcuni feriti furono trasportati a S. Scolastica (da don Virgilio MASSIMI) per essere curati e protetti dai rastrellamenti che, periodicamente, i tedeschi mettevano in atto per catturare prigionieri evasi o uomini per il lavoro coatto.

Purtroppo i delatori ed i fascisti erano sempre in azione e ogni tanto i rastrellamenti erano diretti verso case di campagna o verso le abitazioni di persone che erano state denunciate ai nazisti proprio perché ospitavano e curavano questi prigionieri o giovani renitenti. Nel rastrellamento effettuato nella notte del 11-12 ottobre del '43, furono catturati:

PANIMOLLE Ercole di anni 49

QUAGLIOTTI Raffaele di anni 26

DE  ANGELIS Achille di anni45

DI PIETROPAOLO Felice di anni 40

Il maggiore DE SANCTIS, che ospitava nella sua casa di campagna molti prigionieri inglesi evasi dal Campo 54, con uno stratagemma riuscì a far scappare gli inglesi ed i tedeschi furono costretti ad inseguirli fino a Cervara di Roma. Fu qui, durante una sparatoria, che perse la vita il giovane Giovanni DELLA PRUGNA e ferito il quindicenne Mario ROSSI. Anche l'autore del libro sulla Resistenza nella Valle dell'Aniene, Giuseppe PANIMOLLE, si adoperò per far fuggire gli inglesi dalle case di campagna che occupavano. Due di questi proprietari vogliamo ricordarli: Natale LOZZI e Antonio TOMEI.

Gli ostaggi, sembra in numero di 16, furono condotti e rinchiusi nella fortezza di Riofreddo e solo grazie alle ripetute richieste di due prelati di Subiaco (l'abate SALVI e il benedettino Don Paolo CAROSI) ed anche a quelle di don Virgilio MASSIMI e del maresciallo dei Carabinieri CAMPANELLI, i prigionieri furono tutti rilasciati sani e salvi.

Una storia interessante e da approfondire, legata alla Resistenza armata, è quella di MICHELE. Il soldato sud africano incaricato di tenere il collegamento tra i vari gruppi che si muovevano nella macchia a ridosso dei paesi della Valle. Si racconta che Michele fosse stato paracadutato dietro le linee tedesche, che parlasse un buon italiano e che avesse una radio trasmittente con la quale teneva aggiornato il comando alleato su tutti i movimenti delle truppe tedesche. In tutta la Valle si insediarono le truppe tedesche sia come punti di passaggio per andare verso il fronte o di ritorno dal fronte di Cassino. Vogliamo infine citare, per chi volesse continuare la ricerca, i nomi di alcuni antifascisti locali: Vittorio PANTANELLA, i fratelli CECILI figli di Ferdinando. Altro personaggio degno di nota fu Amedeo CAPITANI che nel 1926, a causa delle leggi fascistissime, perse il suo posto di lavoro come dipendente delle FF. SS. e che, all'alba del 1944, fu reintegrato con il grado di Capotreno.

Al fine di farne memoria inseriamo anche il nome del Podestà di Agosta che si chiamava Arcangelo GREGORI che dovette pensare alla sistemazione delle truppe e di alcuni ufficiali quando i tedeschi decisero di stabilirsi anche ad Agosta fino alla ritirata del '44.


Appendice

Elenco dei partigiani combattenti, tutti nati ad Agosta, riconosciuti dall'ANPI di Roma ma che non sappiamo con quale Banda hanno operato e se lo hanno fatto a Roma o in provincia. Da nostre ricerche sappiamo soltanto che PROIETTI Alfredo cambiò il suo cognome in DI ROMA nel 1957 e, di conseguenza cambiò anche quello del figlio Giuseppe. Si può supporre che dopo le leggi del '38 i PROIETTI (DI ROMA) forse di religione ebraica, migrarono a Roma. Il papà Alfredo infatti, morì a Roma il 24-3-1964 . 

NOME

LUOGO

DATA

PROFESSIONE

QUALIFICA DI RICONOSCIMENTO

FORMAZIONE

MICOZZI Erminio

Agosta

19/05/1923

-

Partigiano
Combattente

Partito Socialista
Unità Proletaria

MICOZZI Mario

Agosta

17/09/1925

-

Partigiano
Combattente

Partito Socialista
Unità Proletaria

PORZIA Mario

Agosta

22/11/1925

-

Partigiano
Combattente

Partito Socialista
Unità Proletaria

PROIETTI DI ROMA Alfredo (*)

Agosta

7/10/1895

Agricoltore

Partigiano
Combattente

Partito
d’Azione

PROIETTI DI ROMA Giuseppe

Agosta

8/11/1914

Autista

Partigiano
Combattente

Partito
d’Azione

(*) Proietti Alfredo che cambierà cognome nel 1957 da Proietti a DI ROMA è il padre di Proietti (DI ROMA) Giuseppe

(1) Rassegna del Lazio - Pagine sulla Resistenza - Pubblicazione della Provincia di Roma 1973

(2) Giuseppe Panimolle La Resistenza nell'Alta Val d'Aniene Ristampa anastatica maggio 2010

21 marzo 2021

CESARE ASTROLOGO PARTIGIANO NATO A TIVOLI UCCISO ALLE FOSSE ARDEATINE

 La storia di Cesare ASTROLOGO è quella di tanti Ebrei che furono Partigiani e per questo imprigionati, torturati e infine uccisi. Cesare nasce a Tivoli il 14 settembre 1903 figlio di Mosè e Perla LIMENTANI. Di professione lucidatore si trasferisce a Roma con sua moglie Letizia DELLA ROCCA. Sulla sua militanza politica le fonti sono discordi e in alcune memorie è presentato come appartenente al PCI in altre come militante del Partito d'Azione e per questo aderente alle Brigate di Giustizia e Libertà. Anche la data di nascita è incerta (forse si dovrebbe controllare all'anagrafe di Tivoli) in quanto nel fascicolo a lui dedicato come "Caduto Ardeatino" risulta nato a Tivoli il 24 maggio 1902.


Cesare Astrologo è inserito nell'elenco dei fucilati alle Fosse Ardeatine perché è detenuto e saranno i detenuti a rappresentare il maggior numero delle vittime. Gli unici non detenuti saranno quelli arrestati nei pressi di via Rasella il giorno stesso dell'azione dei GAP romani. Kappler, che riceve l'ordine direttamente da Kesselring: eseguire la condanna a morte per fucilazione, entro 24 ore, di 10 italiani per ogni tedesco ucciso a via Rasella. 
"Cesare fu arrestato alle ore 20 la sera del 15 marzo del 1944 da ufficiali tedeschi appartenenti alle SS che lo portarono in via Tasso dove fu torturato fino al giorno dell'eccidio. È rimasto senza il conforto dei familiari i quali, perseguitati dai fascisti repubblicani che li cercavano continuamente e perciò sono stati costretti ad abbandonare la propria casa per rifugiarsi in luogo più sicuro. Per ordine del Commissario della Questura del rione Trionfale l'abitazione è stata data a degli sfollati appartenenti al partito fascista, il cui capo famiglia Signor Zampilloni è impiegato da 40 anni al Tribunale di Roma. Detta gente senza scrupoli né coscienza ha ridotto la casa ed i mobili in condizioni disastrose" (1) 

La Lista Kappler

Kappler si attivò immediatamente e si recò sul posto per indagare sull'esplosione. In seguito iniziò a controllare i condannati a morte che però erano soltanto tre. Iniziò allora a stilare una lista recandosi personalmente in Questura, a Regina Coeli, a via Tasso, per completare l'elenco delle persone da uccidere. La lista era così composta:

a) 154 persone a disposizione dell'Aussen-Kommando sono inchiesta di polizia
b) 23 persone a disposizione del Feldgericht (Tribunale Militare Tedesco - in attesa di giudizio)
c) 3 persone condannate a morte dal Feldgerich che erano in attesa di esecuzione della condanna
d) 16 persone condannate dal Feldricht a pene detentive, varianti da 1 a 15 anni
e) 75 persone di origine ebraica
f) 40 persone a disposizione della Questura, fermate per motivi politici
g) 10 persone a disposizione della Questura, fermate per motivi di P.S.
h) 10 persone arrestate nei pressi di Via Rasella
i) 1 persona assolta dal Fedgericht
h) 3 persone non identificate



Cesare Astrologo farà parte dell'elenco delle 75 persone di origine ebraica (lettera e). 

Pietra d'inciampo installata a
Roma in via Vespasiano 17/A 




La questura italiana si macchierà anch'essa di questo crimine procurando ciò che era stato richiesto da Kappler. I tedeschi, infatti, impongono alla Questura di Roma di fornire un elenco di 50 persone (lettere f e g) per completare la lista Kappler
L'elenco delle vittime fornito dalla Questura di Roma a Kappler

L'Eccidio

L’eccidio fu compiuto dagli uomini dell’Aussenkommando Roma del RSHA, agli ordini di Herbert Kappler, come ritorsione per l’uccisione di 33 tedeschi avvenuta nel corso dell’attentato antinazista messo in atto in via Rasella, il 23 marzo 1944, dai GAP (Gruppo di Azione Patriottica) contro una compagnia del Reggimento Bozen dell’esercito tedesco. Le 335 vittime furono prese fra i detenuti nel IV braccio del Carcere di Regina Coeli e nelle celle del comando Sipo-SD di via Tasso. A questi furono aggiunti tutti gli ebrei che nel III Braccio di Regina Coeli erano in attesa di essere trasferiti nel campo di Fossoli e poi deportati. In totale gli ebrei uccisi alle Fosse Ardeatine furono 76 (cfr. Liliana Picciotto, Libro della Memoria. Gli ebrei deportati dall'Italia 1943-1945 (Milano: Mursia 1991; sec. ed. 2002), pp. 762-763).


SITOGRAFIA al 21/03/2021

http://www.mausoleofosseardeatine.it/a_gallery/?id=13&ord=0


http://www.mausoleofosseardeatine.it/vittime/dettaglio/?id=13


http://www.mausoleofosseardeatine.it


http://old.anfim-nazionale.it/fosse/prkappresentazione.html


http://www.chieracostui.com/costui/docs/search/schedaoltre.asp?ID=20986


http://digital-library.cdec.it/cdec-web/persone/detail/person-8586/astrologo-cesare.html


FONTI


Archivio CDEC, Fondo antifascisti e partigiani ebrei in Italia 1922-1945, b. 1, fasc. 19

ll libro della memoria: gli ebrei deportati dall'Italia, 1943-1945 / Liliana Picciotto ; ricerca della Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea. - Ed. 2002: altri nomi ritrovati. - Milano : Mursia, 2002


(1) Dichiarazione del 16 agosto 1944 della moglie di Cesare Astrologo Letizia Della Rocca.



20 marzo 2021

IL MASSACRO DI MADONNA DELLA PACE - LE STRAGI COMPIUTE IN VAL D'ANIENE DALLE TRUPPE TEDESCHE NEL 1944


 Il massacro di Madonna della Pace fu uno degli eccidi più sanguinosi che colpirono le popolazioni della Valle dell'Aniene. L'assassinio di 15 civili, conosciuto anche come la "Strage di Cicchetti" avvenne nei pressi dell'incrocio che a Madonna della Pace sulla via Sublacense incontra la "strada delle Rocche" che si inerpica verso i paesini di Canterano e Rocca Canterano per poi ridiscendere nella Valle Empolitana.

Il sacrario delle vittime del massacro di Madonna della Pace ai tempi della sua costruzione

La testimonianza, pubblicata nel 1973, è di Quirina Tozzi moglie di una delle vittime. Questo massacro, ogni anno ricordato dalle amministrazioni dei comuni limitrofi, dalle associazioni combattentistiche e da quelle dei familiari delle vittime, ha suscitato da sempre una grande commozione non solo per i parenti delle vittime ma anche per tutti gli abitanti della Valle dell'Aniene. Oggi esiste un sacrario con tutti i nomi dei martiri e che negli anni precedenti era meta di visite di studenti che partecipavano attivamente alla memoria antifascista della Valle.

Anche il CDA di Tivoli intende promuovere le attività che vedano coinvolti i giovani affinché non dimentichino questi fatti terribili accaduti anche nei nostri territori 

La testimonianza di Quirina Tozzi (1)


Questo l'elenco delle vittime dell'eccidio di Madonna della pace
"Verso le 12 il rastrellamento ebbe termine. Dentro la casa dei Tozzi si trovarono così concentrate 23 persone, di cui 15 uomini , sei donne e due bambini. Gli uomini erano Bernardino ALBENSI di anni 20 da Rocca Canterano, Arsenio COLUZZI di anni 45 da Agosta, Antonio DARI di anni 20 da Rocca Canterano, Benedetto DI ROMA di anni 55 da Agosta, suo nipote Domenico DI ROMA di anni 17 da Agosta, Tommaso FIORAVANTI di anni 18 da Rocca Canterano, Francesco MAMMOLI di anni 41 da Subiaco, Bernardino MICARELLI di anni 78 da Rocca Canterano, suo figlio Tosello MICARELLI di anni 33, Gilberto MICONI di anni 38 da Agosta, Acenzo MONTEVERDE di anni 45 da Rocca Canterano, Renato TOMEI di anni 26 da Cervara di Roma, Mariano TOZZI di anni 78 da Canterano, Nazareno TOZZI di anni 54 da Agosta e Francesco VARENI di anni 50 da Subiaco." (2)

FONTI:

(1) Rassegna del Lazio - Pagine sulla Resistenza - Pubblicazione della Provincia di Roma 1973

(2) Giuseppe Panimolle La Resistenza nell'Alta Val d'Aniene Ristampa anastatica maggio 2010


Materiali


Copertina del libro di Giuseppe Panimolle nella sua edizione anastatica pubblicata
dalla Regione Lazio nel 2010 su progetto della "Rete antifascista della Valle dell'Aniene" 

Acquarello per il manifesto del 2016 della
"Rete per la storia e la memoria della Resistenza nella Valle dell'Aniene"
autore Claudio Proietti©


1944-2016 Manifesto a cura della "Rete antifascista della 
Valle dell'Aniene" per ricordare tutte le vittime del 1944 nel
72° anniversario delle stragi nazifasciste nella valle dell'Aniene







Contatti
mailto: cda.tivoli@gmail.com

18 marzo 2021

ROMA MARZO 1977: CLOWN IMPROVVISANO UNA PERFORMANCE DURANTE IL CORTEO

 Una giornata di pieno sole a Roma, forse nel marzo del 1977. Il "Movimento del 77" è esploso da qualche mese ed è incontenibile. Gli scontri in piazza si fanno quotidiani, sale lo scontro e spesso ci sono morti e feriti durante le manifestazioni.

Ci sono però anche giornate come queste, calde e piene di luce, potrebbe essere anche maggio, non lo so, certo è che l'atmosfera è rilassata, il corteo è festoso, c'è la musica di tante band improvvisate, ci sono gli indiani metropolitani, ci sono i clown e gli attori. C'è aria di festa

Questi tre fotogrammi fissano nella memoria quel giorno a piazza S. Croce in Gerusalemme con i clown che improvvisano un breve spettacolo tra i manifestanti seduti in cerchio.


Foto di Claudio Proietti©

Foto di Claudio Proietti©

Foto di Claudio Proietti©




ANNI '70 - GLI ANNI IN CUI TUTTO INCOMINCIÒ

Anno 2007. Allegati a "Liberazione", quotidiano del PRC. 12 numeri tutti incentrati nel decennio 1970-1980. Pubblichiamo le 12 copertine dalle quali riportiamo l'elenco dei contenuti. È solo un abbozzo di un lavoro completo per mettere a disposizione, in digitale, tutti i contenuti di questo "riassunto" degli anni '70 che non furono soltanto "Gli anni di piombo".



Sommario n.1/1970
  • EDITORIALE di Nanni Balestrini, Franco Berardi Bifo e Piero Sansonetti
  • 1970, L'ASSALTO AL CIELO di Ritanna Armeni
  • SPUTIAMO SU HEGEL di Maria Luisa Boccia
  • INTERVISTE A MARIO CAPANNA E DANIEL COHN-BENDIT
  • RACCONTO PER IMMAGINI di Tano D'Amico




Sommario n.2/1971
  • EDITORIALE di Fausto Bertinotti
  • 1971, LA RIVOLUZIONE QUI E ORA. ALL'INFINITO di Oreste Scalzone
  • "L'ERBA VOGLIO" di Lea Melandri
  • INTERVISTA A COSTA GRAVAS di Roberta Ronconi
  • IL TEATRO DELLA MIA VITA di Pippo Del Bono





Sommario n.3/1972
  • 1972, IL MONDO VISTO DA GELA di Maria Rosa Cutrufelli
  • INTERVISTA A FRANCO PIPERNO di Federico Tomasella
  • DONNE DI CLASSE di Antonella Picchio
  • "L'ANTIEDIPO" di Franco Berardi Bifo
  • MILANEIDI, SABINA DELLA CALUSCA di Marco Philopat





Sommario n.4/1973
  • EDITORIALE di Andrea Colombo
  • 1973, "QUI COMANDIAMO NOI". È L'AUTONOMIA OPERAIA di Lanfranco Caminiti
  • 150 ORE DI RIVOLUZIONE di Paola Melchiori
  • IL CASO PIEROBON: "ABBIAMO TUTTE ABORTITO" di Beatrice Busi
  • "GOLA PROFONDA", L'ORGASMO CLITORIDEO di Francesco Warbear Macarone Palmieri





Sommario n.5/1974
  • EDITORIALE di Franco Russo
  • 1974, IL PANE E LE ROSE
  • CAPITANI E GAROFANI ROSSI di Anubi D'Avossa Lussurgiu
  • INTERVISTA A DANIELE PELLEGRINI di Chiara Martucci
  • ELSA MORANTE FA DISCUTERE LA SINISTRA di Renzo Paris





Sommario n.6/1975
  • EDITORIALE di Massimo Loche
  • 1975, IL SESSANTOTTO DELLE DONNE di Lea Melandri
  • INTERVISTA A MARIO TRONTI di Federico Tomasello
  • LA MORTE DI PIER PAOLO PASOLINI di Renzo Paris
  • IL MIO COMING OUT di Porpora Marcasciano





Sommario n.7/1976
  • EDITORIALE di Franco Berardi Bifo
  • 1976, L'ANNO CHE VERRÀ di Andrea Colombo
  • INTERVISTA A ALBERTO GRIFI di Roberta Ronconi
  • L'URLO PUNK NEWYORKESE del Duka
  • BRUCIARE LE NAVI, LA SFIDA DI BASAGLIA di Maria Grazia Giannichedda





Sommario n.8/1977 PARTE PRIMA
  • EDITORIALE di Federico Tomasello
  • 1977, RACCONTO DELL'ANNO di Franco Berardi Bifo (Capitolo 1)
  • SIAMO GLI INDIANI METROPOLITANI di Pablo Echaurren
  • FEMMINISTE, ALL'ULTIMO RESPIRO di Bianca Pomeranzi
  • MARIO MIELI, UNA RISATA CONTRO L'OMOFOBIA di Francesco Gnerre
  • RACCONTO PER IMMAGINI di Tano D'Amico





Sommario n.9/1977 PARTE SECONDA
  • EDITORIALE di Anna Simone
  • RACCONTO DELL'ANNO di Franco Berardi Bifo (Capitolo 2)
  • GLI AUTONOMI DI VIA DEI VOLSCI di Vincenzo Miliucci
  • TANO D'AMICO RACCONTA: "SU GIORGIANA SPARÒ LA POLIZIA"
  • LE VIE ANAL DEMOLE LE CAPITAL di Porpora Marcasciano
  • MILANEIDI di Marco Philopat





Sommario n.10/1978
  • EDITORIALE di Beatrice Busi
  • 1978, REGIME E ULTIMI BAGLIORI di Piero Sansonetti
  • BR, IL PARTITO ARMATO di Andrea Colombo
  • 180, UNA LEGGE CONTRO LA NORMA di Maria Grazia Giannichedda
  • IL TEATRO DELLE CANTINE, INTERVISTA A VASILICÒ di Katia Ippaso
  • FAUSTO E IAIO di Marco Philopat





Sommario n.11/1979
  • EDITORIALE di Elettra Deiana
  • 1979, POCO PRIMA DELLA FINE di Stefano Tassinari
  • I PROTAGONISTI: TONI NEGRI di Franco Berardi Bifo
  • MITI D'OGGI: BIORN BORG di Aldo Nove
  • MARGHIE DELLE KANDEGGINA GANG di Marco Philopat





Sommario n.12/1980
  • LA STORIA FINISCE COSÌ. DA "GLI INVISIBILI" di Nanni Balestrini
  • 1980, FUORI DALLA PORTA 3 DI MIRAFIORI di Stefano Bocconetti
  • IL CUORE DELLA GLOBALIZZAZIONE di Alfonso Gianni
  • LA SOCIETÀ DELLO SPETTACOLO di Franco Berardi Bifo
  • IL SILENZIO DEGLI SCRITTORI di Elisabetta Mondello
  • INTERVISTA A MARIO MARTONE di Katia Ippaso
  • RACCONTO PER IMMAGINI di Tano D'Amico

per info o per collaborazioni e scambi di documenti scrivere a cda.tivoli@gmail.com

16 marzo 2021

LA BANDA DI ARSOLI - LA LOTTA DI LIBERAZIONE IN PROVINCIA DI ROMA

Tra le "Testimonianze di Lotta" riportate nel numero speciale che la Provincia di Roma pubblicò nel novembre del 1973 ci sono i racconti orali di Antonio Morani e di Carlo Masi. La banda, o "Gruppo" di Arsoli metteva in atto principalmente azioni di sabotaggio e di aiuto a chi lottava contro gli occupanti tedeschi. Erano molto discreti perché temevano le rappresaglie. Queste testimonianze sono molto utili perché i fatti di Arsoli si sono persi un po' dopo tutto questo tempo invece negli anni '70 i protagonisti, anche se anziani e pensionati, erano una fonte orale molto importante.








 FONTE: Rassegna del Lazio - Pubblicazione della Provincia di Roma - Numero Speciale - Novembre 1973. pp 19-20

15 marzo 2021

FORMAZIONI E BANDE PARTIGIANE DI ROMA E PROVINCIA

 In occasione del trentennale della Resistenza la Provincia di Roma pubblicò, nel 1973, un numero speciale della Rassegna del Lazio con in copertina " GOTT MIT UNS" che il maestro Renato Guttuso dipinse nel 1944. I contenuti, molto interessanti, li pubblicheremo in vari post e riguardano le testimonianze dei gravissimi eccidi di cui si macchiarono le truppe tedesche prima e durante la ritirata.

Particolare della Copertina della Rassegna del Lazio - Provincia di Roma 1973

Nella immagine che segue sono riportate, in forma schematica, le dislocazioni delle principali organizzazioni delle Bande Partigiane nell'Italia centrale. Tali bande  erano frequentemente rifornite con armi, munizioni e attrezzature per sabotaggi o lavori di controspionaggio. I lanci notturni avvenivano in luoghi sicuri concordati con i comandi alleati e fuori dalla portata dell'esercito tedesco (una testimonianza documentata e raccontata da Rosario Sasà Bentivegna dei GAP romani  è quella avvenuta nel 1944 al pratone di Monte Gennaro sui monti Lucretili). La resistenza nel Lazio si sviluppò sia attraverso le azioni di Bande armate e organizzate sia in forma pacifica attraverso l'aiuto della popolazione ai renitenti ed ai prigionieri alleati che erano fuggiti dai campi di prigionia dislocati in provincia. Un campo notevole fu quello di Passo Corese, Campo 54, dal quale dopo l'otto settembre del 1943 fuggirono qualche migliaio di prigionieri di guerra inglesi.




Nella tabella riassuntiva che segue sono riportati, non nella sua elencazione completa, la maggior parte delle formazioni partigiane che operarono nel Lazio tra il 1943 e il giugno del '44 (liberazione dell'Italia centrale). 



Dalle Relazioni della Commissione Laziale per il riconoscimento della qualifica di partigiano combattente, patriota, ferito, caduto. Legge 21 agosto 1945, n. 518)

APPUNTI SULLA ROCCA PIA DI TIVOLI

La Rocca Pia a Tivoli con gli archi dell'acquedotto Rivellese, le mura della città, il campanile di S. Maria Maggiore e, sullo  sfondo, ...

Post più letti