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Insediamento della linea di produzione della Cartiera Segrè nell'attuale Antiquarium del Tempio di Ercole Vincitore
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Il primo anno del nuovo secolo sta per finire, siamo arrivati a novembre del 1900 e il socialista, anarco sindacalista, Eolo Varagnoli racconta di un episodio surreale: la risposta del padronato alla organizzazione operaia della Lega dei Cartai che produce una coscienza di classe sempre più alta e riesce contrastare con il silenzio la proposta del proprietario di una cartiera che prova ad organizzare una conferenza lo stesso giorno di una riunione della Lega e, spalleggiato da un assessore comunale, tenta di ingannare gli operai che erano andati ad ascoltarlo. Un anticipo di 100 Lire sulla paga è spacciato come un "regalo" agli operai purché spendano quei denari nei negozi suggeriti dal padrone e che però restituiscano 6 Lire settimanalmente al generoso Cavaliere (Giuseppe Segrè) padrone della cartiera ed autore del prestito e della proposta. Nessun operaio cade nel tranello e nessuno viene raggirato.
Alcune parole incomprensibili le abbiamo scritte o in rosso o con delle x. Se qualcuno ha dei suggerimenti ben vengano.
Avanti! Sabato 3 novembre 1900
GLI OPERAI CARTAI DI TIVOLI
(Continuazione vedi n. 1386, 1390, 1394)
Ho promesso ai lettori fatti palpabili, ed ho narrato già alcuni vergognosi episodi della lotta ingaggiata tra un proletariato che si desta e una decrepita casta baronale rosa dalla mania furente di feroce dominio.
Oggi però la cronaca ha un fatto esilarante da narrare. Udite.
Nello stesso giorno in cui chi scrive sotto una pioggia torrenziale, recavasi a Tivoli, ed ai cartai, liberi dalle loro occupazioni, esponeva i criteri che debbono informare una salda organizzazione operaia, il signor Segré cav. Giuseppe, proprietario, ebbe l'idea felicissima di parodiare la modestissima opera del sottoscritto, e nella stessa ora … invitò i suoi operai ad una conferenza.
Presente, per il necessario turibolo, era il signor Giovanni Benedetti, corrispondente del giornale popolare di Roma ed assessore comunale.
Il xxxxx (perdono!) il conferenziere disse che si sarebbe fatto a brani per gli operai, ed a dimostrazione di ciò offri 100 lire ad ognuno dei suoi ascoltatori che, come si sa, erano pure suoi dipendenti!
Però c'era una piccola clausola da accettare: una sciocchezzuola la cui enunciazione fece grattare la pera agli operai già esitanti.
Le 100 lire, adunque sarebbero state date … in tanti buoni, valevoli per l'acquisto di derrate alimentari presso designati commercianti! … Poi, il munifico donatore avrebbe ritirato, ai beneficati lavoratori, lire sei settimanali, fino alla totale estinzione del … dono! …
Qui, lettore mio, fa quei commenti che vuoi, lo xxxxx.
I maligni di Tivoli (e ce ne son tanti!) osservarono che i commercianti presso i quali gli operai dovevano fare i loro acquisti, avrebbero indubbiamente manifestato la loro gratitudine al signor Segré, mediante, per esempio, la corrisposta di una qualunque percentuale sulle provvigioni esitate.
Ma queste son voci maligne che io mi accingo a smentire recisamente.
Che diavolo! … È tanto buono il signor Segré da giungere persino a fare questi enormi sacrifici, eppoi si ha il coraggio civile di mettere in campo si atroci dubbi … Andate a far del bene a questo mondaccio cane!
Ma … udite ancora.
Il filantropico proprietario, credendo così di combattere efficacemente lo sviluppo, per lui desolante della Lega, e l'opera dei rappresentanti della Camera del lavoro a quella dell'onorevole Bissolati, interpretò il glaciale silenzio dei suoi dipendenti come incondizionata approvazione delle proposte da lui con tanta enfasi lanciate. L'indomani presentò agli operai un registro in cui, firmando, essi avrebbero dichiarato di accettare il … dono con tutte le sue conseguenze!
Ma … — ingratitudine nera — i lavoratori, sempre ostinatamente silenziosi, sfilarono in parata beffardi e scettici dinanzi al registro che giacque negletto ed umiliato sul tavolino del padrone.
Il buon Segré rimase … di stucco! I soliti perversi di Tivoli non si vergognarono di affermare che i dipendenti del pietoso signore si vollero così sottrarre ad un nuovo … pelamento: quello dei bottegai designati dai buoni padronali.
Ma, ripeto, queste voci non furono altro che la espressione di anime ingrate e malvage.
Eolo Varagnoli.
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| L'Avanti - sabato 3 novembre 1900 |
[Cartai pt. 5 continua]