Il 16 ottobre del 1943 ci fu il rastrellamento degli ebrei di Roma nonostante avessero pagato un "tributo" di quasi 50 chilogrammi di oro che Kappler fece raccogliere con la promessa, poi non mantenuta, di non arrestare gli ebrei romani che avevano, per così dire pagato il loro riscatto.
Il 16 ottobre, all'alba, le SS circondarono e chiusero il ghetto di Roma e, sfondando porte e portoni, consegnarono ad ogni famiglia un biglietto che intimava loro di prepararsi in venti minuti portando con se soldi, gioielli, tessera annonaria e cibo per almeno otto giorni.
Chi fornì alle SS gli elenchi degli ebrei residenti a Roma?
Sicuramente i "repubblichini" della capitale perché al prefetto di Roma arrivarono, tra il 1939 e il 1940, gli elenchi dettagliati di tutti gli ebrei della provincia ed in particolare di coloro che si erano trasferiti nella capitale dopo l'approvazione e la firma delle "Leggi Razziali". Alcuni di loro dalla provincia si trasferirono a Roma perché ritenevano che in una grande città sarebbero stati più al sicuro perché non facilmente individuabili, altri andarono invece nei piccoli paesi di montagna lontano dalla guerra e con la possibilità, ovviamente pagando, di essere ospitati e sfamati dai contadini del posto.
Nel 2019 e nei primi mesi del 2020, insieme ad Ivana CARRARINI, facemmo delle ricerche nell'Archivio Storico Comunale di Tivoli (ASCT) per reperire documenti utili alla mostra sulle Leggi del '38. Per questo studiavamo, attraverso documenti ufficiali, l'impatto che ebbero quest'ultime a livello locale. Volevamo capire come la città di Tivoli e l'amministrazione pubblica avevano reagito alle direttive imposte dalle Leggi razziali.
| Scheda per il rilevamento della razza ebraica per i dipendenti comunali |
Riportiamo un documento relativo al censimento del 1931 perché possiamo affermare con certezza che già a partire da quell'anno vi erano 40 praticanti la religione israelitica e che complessivamente vi erano 18.358 abitanti.
| Censimento del Regno 1931-Le religioni degli abitanti di Tivoli |
| L'enorme foglio per le dichiarazioni del capofamiglia di razza ebraica proposti dal Comune di Tivoli. |
Dai fogli che furono utilizzati dall'amministrazione comunale per il rilevamento degli ebrei presenti nel Comune (ne riportiamo uno non utilizzato per preservare i nominativi delle persone che, nel 1939, furono registrate) si può dedurre che negli anni successivi alla compilazione, più di qualche famiglia si trasferì a Roma cercando di far perdere le proprie tracce ma anche qui si scatenarono i più bassi istinti per la denuncia delle famiglie "clandestine" con il solo scopo di ricevere denaro o favori.
Tutta la documentazione raccolta negli anni precedenti, sia dalle strutture istituzionali, Comuni, Prefetture, organi di polizia, Servizi Segreti (OVRA) che dalla Guardia Nazionale Repubblicana che nel 1943 collaborava con gli occupanti nazisti, servi per mettere in atto lo spaventoso rastrellamento di Roma del 16 ottobre 1943. I tedeschi pensavano di catturare circa 8000 ebrei ma riuscirono a prenderne poco più di un migliaio e, per loro fu un insuccesso. Per lo Stato Italiano una delle pagine più vergognose e per il popolo ebraico di Roma una tragedia enorme: dai campi di sterminio tornarono in 16: 15 uomini e una sola donna. Nessun bambino.
| "Lo Schiaffo" un disegno a matita di Aldo Gay del 1944 |
Come si può dire che questa tragedia è solo opera dei nazisti? I fascisti furono non solo collaborativi ma diedero tutte le possibili informazioni (nomi, cognomi, date di nascita, domicili, residenze, dove gli ebrei provenienti dalla provincia erano stati ospitati, ecc.) affinché si potesse mettere in atto il rastrellamento che è stato un crimine contro l'umanità.
| La volontà politica, 2 giugno 1940 |
Il rastrellamento degli ebrei nel nostro Paese non avvenne perché dalla sera alla mattina i tedeschi decisero di condurli ai campi di sterminio. Il fascismo, ed il suo capo Benito Mussolini, erano anni che avevano espresso chiaramente una volontà politica di segregazione e per realizzarla preparavano la logistica ed i campi di raccolta e di transito.
| I Campi di Raccolta Provinciali e i Campi di Concentramento e Transito |