Fissiamo sulla carta qualche nome e alcuni fatti accaduti negli ultimi 9 mesi di guerra, dal settembre del '43 al giugno del 1944, nel territorio di Agosta che si trova sulla via Sublacense vicino al fiume Aniene.
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| Il racconto di Giuseppe STAZI raccolto da Umberto Orti (1) |
Dopo l'8 settembre del '43 ad Agosta, così come in centinaia di altri paesi del Lazio, ci fu un "ritorno a casa" di molti soldati che si trovarono sbandati e a dover scegliere se aderire o meno alla RSI. Molti come sappiamo decisero di non aderire e, anche ad Agosta, una cinquantina di unità iniziarono a fare delle riunioni nel villino LIZZANI o dietro il muro del cimitero come ci racconta Giuseppe Panimolle (2). L'organizzatore fu il maggiore DE SANCTIS ed i giovani facevano i turni di notte come sentinelle per avvisare i renitenti in caso di pericolo.
Anche qui ad Agosta passarono decine e decine di prigionieri inglesi fuggiti dal Campo 54 di Passo Corese (Fara Sabina) che, attraverso i sentieri di montagna cercarono di arrivare al fronte per prendere contatti con gli eserciti alleati che combattevano a Cassino. Anche qui ad agosta si sviluppò quella "resistenza umanitaria", detta anche Resistenza Civile, che vide molte famiglie di contadini sfamare, rifocillare, curare e ospitare i prigionieri alleati che si "accampavano" in zona. Sappiamo anche che alcuni feriti furono trasportati a S. Scolastica (da don Virgilio MASSIMI) per essere curati e protetti dai rastrellamenti che, periodicamente, i tedeschi mettevano in atto per catturare prigionieri evasi o uomini per il lavoro coatto.
Purtroppo i delatori ed i fascisti erano sempre in azione e ogni tanto i rastrellamenti erano diretti verso case di campagna o verso le abitazioni di persone che erano state denunciate ai nazisti proprio perché ospitavano e curavano questi prigionieri o giovani renitenti. Nel rastrellamento effettuato nella notte del 11-12 ottobre del '43, furono catturati:
PANIMOLLE Ercole di anni 49
QUAGLIOTTI Raffaele di anni 26
DE ANGELIS Achille di anni45
DI PIETROPAOLO Felice di anni 40
Il maggiore DE SANCTIS, che ospitava nella sua casa di campagna molti prigionieri inglesi evasi dal Campo 54, con uno stratagemma riuscì a far scappare gli inglesi ed i tedeschi furono costretti ad inseguirli fino a Cervara di Roma. Fu qui, durante una sparatoria, che perse la vita il giovane Giovanni DELLA PRUGNA e ferito il quindicenne Mario ROSSI. Anche l'autore del libro sulla Resistenza nella Valle dell'Aniene, Giuseppe PANIMOLLE, si adoperò per far fuggire gli inglesi dalle case di campagna che occupavano. Due di questi proprietari vogliamo ricordarli: Natale LOZZI e Antonio TOMEI.
Gli ostaggi, sembra in numero di 16, furono condotti e rinchiusi nella fortezza di Riofreddo e solo grazie alle ripetute richieste di due prelati di Subiaco (l'abate SALVI e il benedettino Don Paolo CAROSI) ed anche a quelle di don Virgilio MASSIMI e del maresciallo dei Carabinieri CAMPANELLI, i prigionieri furono tutti rilasciati sani e salvi.
Una storia interessante e da approfondire, legata alla Resistenza armata, è quella di MICHELE. Il soldato sud africano incaricato di tenere il collegamento tra i vari gruppi che si muovevano nella macchia a ridosso dei paesi della Valle. Si racconta che Michele fosse stato paracadutato dietro le linee tedesche, che parlasse un buon italiano e che avesse una radio trasmittente con la quale teneva aggiornato il comando alleato su tutti i movimenti delle truppe tedesche. In tutta la Valle si insediarono le truppe tedesche sia come punti di passaggio per andare verso il fronte o di ritorno dal fronte di Cassino. Vogliamo infine citare, per chi volesse continuare la ricerca, i nomi di alcuni antifascisti locali: Vittorio PANTANELLA, i fratelli CECILI figli di Ferdinando. Altro personaggio degno di nota fu Amedeo CAPITANI che nel 1926, a causa delle leggi fascistissime, perse il suo posto di lavoro come dipendente delle FF. SS. e che, all'alba del 1944, fu reintegrato con il grado di Capotreno.
Al fine di farne memoria inseriamo anche il nome del Podestà di Agosta che si chiamava Arcangelo GREGORI che dovette pensare alla sistemazione delle truppe e di alcuni ufficiali quando i tedeschi decisero di stabilirsi anche ad Agosta fino alla ritirata del '44.
Appendice
Elenco dei partigiani combattenti, tutti nati ad Agosta, riconosciuti dall'ANPI di Roma ma che non sappiamo con quale Banda hanno operato e se lo hanno fatto a Roma o in provincia. Da nostre ricerche sappiamo soltanto che PROIETTI Alfredo cambiò il suo cognome in DI ROMA nel 1957 e, di conseguenza cambiò anche quello del figlio Giuseppe. Si può supporre che dopo le leggi del '38 i PROIETTI (DI ROMA) forse di religione ebraica, migrarono a Roma. Il papà Alfredo infatti, morì a Roma il 24-3-1964 .
NOME
LUOGO
DATA
PROFESSIONE
QUALIFICA DI RICONOSCIMENTO
FORMAZIONE
MICOZZI Erminio
Agosta
19/05/1923
-
Partigiano
CombattentePartito Socialista
Unità ProletariaMICOZZI Mario
Agosta
17/09/1925
-
Partigiano
CombattentePartito Socialista
Unità ProletariaPORZIA Mario
Agosta
22/11/1925
-
Partigiano
CombattentePartito Socialista
Unità ProletariaPROIETTI DI ROMA Alfredo (*)
Agosta
7/10/1895
Agricoltore
Partigiano
CombattentePartito
d’AzionePROIETTI DI ROMA Giuseppe
Agosta
8/11/1914
Autista
Partigiano
CombattentePartito
d’Azione(*) Proietti Alfredo che cambierà cognome nel 1957 da Proietti a DI ROMA è il padre di Proietti (DI ROMA) Giuseppe
(1) Rassegna del Lazio - Pagine sulla Resistenza - Pubblicazione della Provincia di Roma 1973
(2) Giuseppe Panimolle La Resistenza nell'Alta Val d'Aniene Ristampa anastatica maggio 2010

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