Siamo nel '43, dopo l'8 settembre. A Mandela, piccolo paese nella Valle dell'Aniene, avevano già festeggiato a luglio la "fine del fascismo" suonando le campane a festa nonostante ci fossero tante spie e tanti fascisti in giro.
In ottobre circa 200 tedeschi occuparono il castello e alcune case nobiliari del paese e, avuta notizia di bande partigiane e prigionieri ospitati nelle campagne limitrofe, misero in atto un rastrellamento a ventaglio che iniziava dalla via Tiburtina e ruotava attorno a Mandela. Fu così che Giovanni Pennacchi e Domenico Meloni cercarono di avvisare, insieme al parroco Don Camillo, i componenti della Banda che presumibilmente si erano nascosti nella zona dei monti sopra Saracinesco.
Nel pomeriggio, in località Le Rave, furono intercettati dalle pattuglie tedesche, due partigiani armati: Vittorio FABI e Beniamino PONDRI che si ritrovarono sotto il fuoco incrociato dei soldati tedeschi. Il FABI fu colpito a morte ed il PONDRI (di seguito riportiamo la testimonianza del 1973) fu ferito e riuscì a trascinarsi fino a casa di Giuseppe MEI.
Quel giorno fu catturato anche Agostino BASILI nei pressi del cimitero di Roccagiovine e fu portato a Forte Boccea. Il giovane ventiduenne fu rinchiuso e torturato per quaranta giorni e all'alba del 26 novembre del 1943 fu fucilato nello stesso Forte dove era recluso. Ecco l'ordine di esecuzione della fucilazione.
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| L'ordine di fucilazione di Agostino Basili. Dal Museo Storico della Liberazione di Roma (1) |
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| Beniamino PONDRI - il testimone |
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| La sparatoria - pag.1 |
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| La sparatoria - pag.2 |




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