Negli anni '60 c'era a Tivoli una maestra, che chiamavano, con paura e rispetto "la Roncacci" e che rappresentava il terrore dei ragazzini che allegramente frequentavano le scuole pubbliche della città di Tivoli.
Ricci Giulia, questo il nome della maestra "Roncacci", nasce a Tivoli, in via San Valerio 101 alle ore sei del 19 settembre del 1901 da Ignazio, Vetturino, e da De Angelis Giacinta "sua moglie seco convivente" come si scriveva negli atti di nascita di quel secolo. Non sappiamo quando Giulia incontra e si innamora di Giulio Roncacci; Giulio è figlio dell'oste romano Antonio che abita a due passi da piazza del Popolo, sulla via Flaminia nella Roma del 1894.
Quando Giulio è un giovane quindicenne la città è teatro di scioperi, lotte e rivendicazioni operaie. Roma, insieme a Torino è una città animata da grandi ideali di giustizia e di rivolta. Giulio probabilmente partecipa a qualche manifestazione di piazza se in seguito, dopo la marcia su Roma è seguito e controllato dalla polizia e nel 1928, trentenne, è schedato come "comunista" nel Casellario Politico Centrale. Risulta svolgere il lavoro di negoziante e sposa una maestra Elementare di Tivoli dalla quale, nel 1927, avrà un figlio ed è probabile la sua frequentazione con l'ambiente anarco - socialista sia di Tivoli che di Roma.
Durante la fase Resistenziale Romana (1943-1944) Roncacci milita nel Movimento Comunista d'Italia Bandiera Rossa e fu arrestato a Roma a piazza Cavour dalle SS Tedesche come risulta dai documenti dell'ANFIM
Giulio Roncacci il 24 marzo del 1944 si trovava quindi a via Tasso e la sua sorte fu segnata: fu inserito nelle liste che Kappler stava compilando per il massacro delle Fosse Ardeatine: 10 italiani per ogni tedesco ucciso nell'azione di via Rasella. Roncacci fece parte dei 154 prigionieri politici che erano a disposizione dell'Aussen Kommando e che furono trucidati insieme agli altri 181, per un totale di 335 esseri umani uccisi in un solo giorno nelle cave di pozzolana sulla via Ardeatina.
Dopo la fine della guerra i resistenti romani fucilati durante l'occupazione nazista furono dichiarati Partigiani Combattenti nel 1946 e, vista anche la sua militanza nelle fila di Bandiera Rossa, fu dichiarato nel 1948 Comandante di Brigata e fu equiparato al grado di Capitano.
Nelle ricerche svolte abbiamo notato che in più di qualche rivista anarchica Roncacci Giulio è citato come militante anarchico ma finora, fatte escluse le dichiarazioni delle riviste anarchiche, non abbiamo ancora trovato documenti o fonti che possano avvalorare questa ipotesi, sicuramente attendibile, che però ad oggi è priva di riscontri documentali.
Questa è la storia del marito "della Roncacci" che fu fucilato alle Fosse Ardeatine perché Antifascista.



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