11 luglio 2026

LA TRIBUNA DEL CARTAIO - ORGANO DELLA LEGA CARTAI DI TIVOLI


Prima pagina de "IL CARTAIO" - Organo della Lega Cartai di Tivoli


Pubblichiamo una parte del secondo articolo  cosi come avevo scritto nel post del 10 luglio 2022 (Link Cartai1) intitolato: IL CARTAIO - NUMERO UNICO DEL 1 LUGIO 1909. 

Per questo secondo articolo, purtroppo incompleto per mancanza di pagine, spero prima o poi di riuscire a trovare le altre pagine per trascriverlo completamente; non sappiamo chi lo ha scritto ed è intitolato: "LA TRIBUNA DEL CARTAIO" cioè la voce dei lavoratori delle cartiere tiburtine. Ecco la fedele, e non facile, trascrizione.

"LA TRIBUNA DEI CARTAI

Ma la legge, signore industriali? – La legge è quella tale cosa che ciascuno interpreta e rispetta secondo il proprio tornaconto, non è vero?

Ma i signori industriali non sono probabilmente di questo parere. Ciò non toglie che nei fatti essi dimostrano di avere della legge un concetto molto al nostro, inferiore.

Chi non sa che è proibito severamente di assumere nella fabbrica operai minorenni e di far lavorare la domenica, 24 ore consecutive, i propri operai!

Ebbene vi sono delle Cartiere che in barba alla parola della legge si permettono queste ed altre licenze.

Quanto ai minorenni … Oh!! essi non sono soltanto assunti al lavoro ma adibiti in opera notturna.

La vigilante autorità che ne dice? I signori industriali, così ossequiosi, a parole, della legge, che cosa pensano? 

Noi non facciamo per questa volta i nomi sperando in subito provvedimento.

Ma se la nostra giusta protesta rimanga inascoltata e non si provveda subito a far cessare una così potente infrazione della legge, noi torneremo, novellamente sul fatto e metteremo tutti i puntini sugli i.

La legge è uguale per tutti! 

C'è una Cartiera … –  Una piccola e microscopica cartiera la quale si è assunto il non facile impegno di riscattar l’onore capitalistico delle altre maggiori contro la preponderanza degli operai.

Questa piccola microscopica cartiera ha dunque preteso dal suo personale una dichiarazione nella quale attestasse di non partecipare in alcun modo al movimento della Lega.

L'esperienza, se vogliamo, è ingenuo e porgerebbe il destro alle più allegre corbellature. Chi vede i registri della Lega? Da una parte si fa una dichiarazione di ripudiarla, dall'altra una domanda di iscrizione. E i signori capitalisti forcaioli restano contenti e …  canzonati.

Ma l'episodio è eloquente perché dimostra la mentalità della nostra classe padronale.


Nei paesi più evoluti d'Italia e specialmente in quelle nazioni che più sono avanti nella civiltà l'organizzazione operaia è ritenuta un fattore di progresso indispensabile. La classe disorganizzata costituisce quasi sempre una massa bruta incosciente pronta domani in un impeto di follia ad assaltare le officine, Come si fa oggi quietamente spelare. Di più: il proletariato disorganizzato costituisce per il capitalismo una incognita perché non ha una personalità e sfugge a qualsiasi necessità di contratti. Onde è impossibile concepire una industria moderna dove la manodopera non abbia una propria organizzazione: cioè una personalità collettiva che risponda dei propri atti, collabori alla fissazione delle norme di lavoro e ne garantisca il rispetto e la tecnica esecutiva, nel tempo stesso che esige miglioramenti, modificazioni, rinnovazioni, utili così all'industria come al benessere del proletariato.

In altri termini una industria dove tutto sia regolato dall'arbitrio del capitalista o dei singoli operai nella vita moderna è un assurdo.

Ma questa verità pur così poco peregrine da saltare agli occhi del meno intelligente operaio, sembra non vogliano essere comprese dal conduttore di quella tale, microscopica cartiera di cui sopra.

Un pregiudizio fa vedere spesso, ai capitalisti, nella Lega, un crogiuolo di forze nemiche e di energie distruttrici; un focolare di odi e nient'altro.

Il benemerito conduttore della piccola cartiera è, a quanto pare, un uomo di pregiudizi. E sia. La superstizione non si converte.

Ma noi possiamo dire a quel cieco forcaiolo così microscopico industriale, quanto è ridicolo sostenitore di principi che hanno fatto il loro tempo: Badate il proletariato e l'avvenire: debole e malmenato oggi, sarà sicuramente forte domani: badate potrebbe chiedervi un giorno conto del vostro imbecillissimo atto. 


Fra i salmi dell'uffizio

c'è anche il Dies Irae;

o che non ha a venire

il giorno del giudizio?


Uomo avvisato … –  Questa è per gli operai. Quanti sono quelli che ormai non prendono più cura alcuna della loro Lega? E’ meglio non contarli e parlar loro in massa con poche e chiare parole.

Ora questi nostri compagni debbono sapere che nella industria della carta esiste in questo momento una forte crisi di smercio. Le cartiere meridionali, che sono in Italia le più agguerrite contro ogni possibilità di crisi hanno dovuto ridurre il macchinario e qui a Tivoli Il signor Segrè è stato costretto a chiudere una cartiera.

In realtà il momento attuale non è lieto per la industria della carta e noi non possiamo prevedere quali saranno le sorprese di domani.

Or quale potrebbe essere una delle conseguenze nel caso di una crisi più accentuata?

La serrata delle Cartiere?

Ma non per esagerare il pericolo noi scriviamo, si bene per prevenire le possibili evenienze a cui potremmo andare incontro.

è fuor di dubbio che una serrata ge- "


PS1: Alcune parole del testo risultano antiquate o poco comprensibili durante la lettura. Volevo sottolineare che la copia trascritta è identica all'originale perché non mi sembrava corretto modificare il testo originale infatti così scrivevano gli operai delle cartiere che non erano giornalisti professionisti ma dirigenti "sindacali" del 1909.

PS2: l'articolo affronta temi molto seri (lavoro minorile, crisi industriali, licenziamenti, organizzazione del lavoro, il conflitto tra proletariato e capitalismo) con leggerezza ed ironia, un taglio molto interessante.

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