DI BENEDETTO: partigiani con questo cognome che operarono su Tivoli ce ne sono stati due: uno siciliano di nome Salvatore ed uno tiburtino di nome Luigi. Parleremo ora di quello nato il 19 novembre del 1911 a Raffadali in provincia di Agrigento, dirigente comunista. Inserito nella struttura clandestina dei resistenti del Lazio, si ritroverà, inviato dal PCI, a doversi occupare nel 1944 di come salvare la centrale idroelettrica dell'Acquoria di Tivoli (gestita dalla Società Romana di Elettricità) perché i tedeschi nella ritirata vorrebbero distruggerla. (C. Proietti, aggiornato al 21 marzo 2021)
![]() |
| Centrale idroelettrica dell'Acquoria nel 1926 |
Questa la sua biografia dalla pagina dell'ANPI.
DONNE E UOMINI DELLA RESISTENZA
Salvatore Di Benedetto
Nato a Raffadali (Agrigento) il 19 novembre 1911, deceduto a Raffadali il 1° maggio 2006, insegnante, parlamentare e dirigente comunista.
Nato in una facoltosa famiglia di Raffadali, a 18 anni, prima ancora di laurearsi in Giurisprudenza, sceglie la strada dell'antifascismo. Nel 1935, mentre a Siracusa svolge il servizio militare, Di Benedetto è arrestato dalla polizia. Processato, sconta sei anni tra carcere, confino a Ventotene e lavori forzati in Africa orientale. Quando torna in libertà, si trasferisce a Milano. Qui riprende l'attività politica, collaborando con la direzione nazionale del Partito comunista e con l’Unità clandestina, insieme a Elio Vittorini, Renato Guttuso, Mario Alicata, Pompeo Colajanni, Pietro Ingrao, Ernesto Treccani, Gillo Pontecorvo, Celeste Negarville, Gian Carlo Pajetta e Giansiro Ferrata.
Salvatore Di Benedetto fu uno dei promotori e protagonisti della grande manifestazione di Milano del 25 luglio 1943, in seguito alla caduta del fascismo. Arrestato con Vittorini e Ferrata, è rinchiuso per diversi giorni, prima nel carcere di Varese e poi in quello di San Vittore, a Milano. Rilasciato dopo l'8 settembre del '43, Salvatore Di Benedetto è tra gli organizzatori della Resistenza in Lombardia, in stretto contatto con Luigi Longo, prima occupandosi del giornale delle formazioni partigiane, intitolato Il combattente, e successivamente come ispettore delle Brigate Garibaldi, con compiti di collegamento e di trasmissione di direttive e di informazioni.
Trasferitosi a Roma su incarico del PCI, assume il nome di battaglia di Aurelio, operando nei Castelli Romani e nel Ternano. Nel corso di un'azione di guerra a Tivoli è gravemente ferito al volto. Una ferita devastante, ma all'ospedale lo riconosce e lo assiste la partigiana Vittoria Giunti, che diventerà poi la compagna della sua vita. Dimesso, "Aurelio" riprende la lotta fino al la Liberazione.
Nel 1946 rientra a Raffadali. Grande invalido, dal 1954 al 1987 Di Benedetto è sindaco del suo paese e, per diverse legislature, parlamentare comunista. Punto di riferimento per generazioni di politici e di amministratori locali, Salvatore Di Benedetto ha dedicato gli ultimi anni alla scrittura (suo il libro-diario Dalla Sicilia alla Sicilia), alla testimonianza, alla difesa dei valori di solidarietà, di giustizia e di libertà, non mancando mai alle manifestazioni per il 25 aprile e per il 1° maggio. All'ultima, il suo feretro era nella camera ardente della Biblioteca comunale di Raffadali: sfilandovi davanti, la popolazione di Raffadali e della provincia gli ha reso omaggio.
25 Luglio 2010
![]() |
| La centrale dell'Acquoria vista dall'alto (ph Raimondo Luciani) |
Noi proveremo a raccontare, anche con una serie di dubbi e di domande alle quali qualcuno dei lettori potrebbe rispondere, il periodo della sua permanenza a Tivoli.
Domande su una vicenda che si svolge a Tivoli, probabilmente tra marzo e maggio del 1944 (dopo via Rasella)
Il CLN di Roma è informato che i tedeschi durante la ritirata potrebbero distruggere la centrale dell’Acquoria che in quel tempo è gestita dalla Società Romana di Elettricità.
Salvatore DI BENEDETTO, nome di battaglia Aurelio, prende contatti con gli antifascisti locali ed in particolare con il capotecnico della centrale (1)
Salvatore si fa passare per un Ingegnere che visita gli impianti, lo scopo è quello di preparare un piano di emergenza per salvare la Centrale che i guastatori tedeschi potrebbero minare (se non l’hanno già fatto). Proprio in quei giorni dalla radio clandestina a disposizione dei partigiani di Tivoli (2) , Salvatore e compagni captano (3) il discorso di Togliatti (4)
Dalla stanza che ha preso in affitto, Salvatore sente spesso chiamare una ragazzina di nome Libia (5)
Quando la donna che aveva affittato la stanza scopre che Salvatore non è un semplice sfollato ma ha con se volantini ed una pistola (è quindi collegato ai Partigiani combattenti ed ha con se un po' di stampa clandestina) , egli è costretto a cambiare casa, la donna ha molta paura ma gli dice anche che se non trova dove andare può tornare: Salvatore non tornerà perché non vuole mettere in pericolo la vita della giovane donna.
“La sua casa di riserva è una casa a mezza costa dal burrone che gli ha assegnato la direzione della Centrale Elettrica(6)
Raggiungere la casa è faticoso e Salvatore è “costretto a passare davanti ad un deposito di pneumatici sorvegliato da sentinelle naziste” (7)
Salvatore descrive i luoghi
Il posto è magnifico è pieno di vigneti che producono “una speciale uva da tavola” (8) “c’è anche un bosco ed in alto i ruderi di un antico tempio dedicato a Venere”
“qua e la orti e alberi di fico”.
Si sente il fragore della cascata dell’Aniene. (9)
Per bere Salvatore attraversa una passerella sul canale (10)
Dalla finestra vede spuntare la luna “in cima al colle fra la torre e il campanile” (11)
“La presenza tedesca nella zona di Tivoli è rappresentata da un reparto di guastatori di stanza presso la Centrale Idroelettrica, proprio di fronte alla casetta dove abito io” (12)
Salvatore continua a descrivere il suo rifugio
“vi è inoltre un comando non precisato, in una palazzina prima del ponte. C’è pure un deposito di pneumatici sul ciglio di un burrone, proprio al di sopra del mio rifugio. Sono così circondato di tedeschi”
“Mando talvolta in perlustrazione Alfonso, un tipo rude e sbrigativo di Mentana” (13)
Alcuni di questi brani sono tratti dal libro "Dalla Sicilia alla Sicilia" scritto dallo stesso Di Benedetto, Ed. Sellerio
Appunti
- Il nome del CapoTecnico è utile perché potremmo sapere o il nome di un nuovo patriota/partigiano o per una conferma di un nome che già conosciamo
- Si conferma che la presenza di Salvatore a Tivoli è nel periodo attorno alla svolta di Salerno aprile 1944
- Nonostante le numerose descrizioni la casa offerta “dalla Centrale” non si riesce ad individuare (presso la montanara?)
- Presenza dei guastatori a Tivoli. Gli stessi che fecero da retroguardia il 6 giugno del 1944? Collegati con l’eccidio dell’Aretta?
- Dalla perlustrazione a Guidonia è Salvatore (o Alfonso) che recupera i candelotti di dinamite?
- Verificare le date del bombardamento dell’aeroporto (il 1° ci fu il 24 ottobre del 1943 ad opera degli inglesi)
(1) chi era il capotecnico dell’Acquoria nei prime mesi del 1944?
(2) Confermata la presenza della Radio Ricevente a Tivoli
(3) Ritrovare il passaggio (forse riguarda Michelagnoli e/o Peter Tompikins) dove si accenna a questo scambio: Informazioni sui movimenti delle truppe tedesche e tutte le altre informazioni utili all’offensiva degli Alleati in cambio della possibilità di comunicare con i “capi” del CLN del Nord Italia
(4) Unità contro i tedeschi e contro i fascisti sino alla liberazione poi [si salta il problema della rimozione del Re] si farà un referendum. [Appello di Togliatti agli italiani del 1° aprile]
(5) Qualcuno ha mai saputo di una ragazzina con questo nome che abitasse nel centro storico di Tivoli in quel periodo? In alternativa cercare tra i defunti una signora Libia
(6) Dove si trova questa casa? Potrebbero essere le case dopo la chiesa di Quintiliolo cosiddette della Montanara?
(7) Dove era questo deposito di pneumatici?
(8) Probabilmente Pizzutello, la squisita e particolare uva locale
(9) Forse il tempio è quello di Ercole? Oppure i ruderi sono quelli della villa di Quintilio Varo?
(10) Questa casa si trova in prossimità delle cascatelle e dei canali che alimentano gli orti? Oppure in prossimità della fonte dell’Acquoria?
(11) La Torre è quella di S. Caterina? Oppure?
(12) Ma da che lato dell’Aniene? Sponda sinistra o destra? Dalla parte della chiesa di Quintiliolo o dall’altra parte?
(13) Chi è Alfonso di Mentana?


Nessun commento:
Posta un commento