24 maggio 2021

TIVOLI E IL BOMBARDAMENTO DEL 26 MAGGIO1944 - PRIMA PARTE

È sempre doloroso scrivere del bombardamento del 26 maggio 1944 su Tivoli. Per le tante vittime e per la ferita, grave, che fu inferta alla "città Superba" dal 321° Bombing Group del XII Air Force e dagli aerei inglesi di supporto ai B-25 Mitchell. Quando scattò l'operazione "Diadema" gli alleati erano determinati a rompere la linea Gustav e ad aprire la strada verso Roma ma avevano davanti la X armata tedesca e Cassino sembrava inespugnabile. La guerra, tutte le guerre, quando approfondisci non trovi altro che strategie militari per vincere e morte e dolore che diventano inevitabili.

Le squadriglie dei Bombardieri B-25 partivano dalla Corsica per fiaccare le retrovie tedesche, distruggere ponti e strade, far saltare fabbriche e depositi di armi e di carburante e anche città. Nella seconda guerra mondiale l'aviazione ha giocato un ruolo fondamentale per vincere la guerra. 

 

Gli eserciti coinvolti in una guerra, una volta avviata, hanno un unico scopo: vincere a qualsiasi costo perché al contrario le sofferenze sarebbero peggiori.

Le strade che furono attaccate dall'aviazione statunitense per ritardare la fuga dell'esercito tedesco in modo da non avere il tempo di costruire un nuovo fronte di difesa. Purtroppo gli accerchiamenti non andarono a buon fine ed i nazisti riuscirono in breve a costituire prima la Linea del Trasimeno e poi la ben nota Linea Gotica che da Pesaro arrivava a nord di Pisa


I bombardamenti strategici degli alleati servivano per vincere la guerra e miravano principalmente a interrompere le comunicazioni ed i movimenti delle truppe di occupazione tedesche sul nostro paese dopo l'armistizio dell'8 settembre del 1943; le bombe avevano lo scopo di colpire uomini e mezzi che, lontano dal fronte, servivano non solo a sostenere le battaglie della "prima linea", ma ad avvicendarsi e a fornire tutto ciò che serviva ad un esercito efficiente e agguerrito come quello tedesco che non era certo abituato a perdere.

La dichiarazione del Commissario straordinario Ignazio Missoni che elenca tutte le date dei bombardamenti aerei e dei cannoneggiamenti terrestri. Le date, come vedremo nella seconda parte si riferiscono solo ad alcune del 1944 e non sono riportate quelle relative al dicembre del 1943



I bombardamenti sulla città furono messi in atto tra il dicembre del 1943 e la fine di maggio del '44 e prevedevano, come da manuale, le distruzioni delle fabbriche, di ponti, di strade e di ferrovie per fiaccare l'operatività dell'avversario (fascisti e nazisti) e rendere difficile il movimento delle forze armate tedesche a nord della linea Gustav. E già qui sarebbe necessario aprire una parentesi su come la Wehrmacht approntava le linee difensive: rastrellava migliaia di persone per farle lavorare in modo coatto con l'impresa di costruzioni Todt attiva prima nella Germania nazista e poi nei Paesi occupati. Ma sulla Todt e sull'attività capitalistica delle grandi imprese tedesche occorrerà parlarne a parte.

I gruppi di Bombardieri americani nel 1943 e fino al 14 gennaio del '44 partivano dall'aeroporto pugliese di Amendola in provincia di Foggia, ormai conquistate dalle truppe alleate, poi da Paestum (Gaudo Airfield) ed infine, dal 5 aprile 1944 da Solenzara in Corsica. Le squadriglie di scorta ai bombardieri americani, gli spitfire della RAF britannica, spesso partivano dagli aeroporti pugliesi dislocati tra Termoli, San Severo e Foggia. Tra parentesi è interessante anche il ruolo svolto dalle forze aeree sia alleate che italiane nel rifornire di armi e mezzi la Resistenza jugoslava e greca proprio utilizzando gli aeroporti pugliesi.

Le quattro insegne delle squadriglie (445th, 446th, 447th e 448th) che componevano il 321° 


Gli squadroni da bombardamento del 321st erano quattro: il 445th, 446th, 447th e 448th ed erano dotati di B-25 Mitchell. Le date delle incursioni aeree su Tivoli e zone limitrofe (Ponte Lucano, Villa Adriana, Acquoria, Bagni di Tivoli, Guidonia) si possono ricavare dalla trascrizione dei fonogrammi che il Commissario prefettizio Dino Candeloro inviava al "Capo della Provincia di Roma" riportando sinteticamente il numero dei morti, dei feriti ed i danni agli edifici sia per le private abitazioni che per le industrie o le infrastrutture colpite (1)

Il frontespizio dei Report di tutti i bombardamenti da gennaio ad agosto del 1944. Tali documenti, riservati al quartier Generale del XII Air Force è rimasto segreto fino agli anni cinquanta ed ora è consultabile on line.


Grazie ai tanti e utili documenti desecretati negli ultimi anni dall'Amministrazione statunitense è possibile ricostruire per il bombardamento del 26 maggio 1944 non solo la "Missione", che era la #305, ma anche il "Target", quali furono le squadriglie impegnate (con il numero e quali aerei parteciparono), i nominativi di tutti gli uomini degli equipaggi ed i risultati ottenuti. Il complesso lavoro di ricerca individua non solo i rapporti ufficiali e i vari "Report" delle singole squadriglie ma anche impressioni e ricordi che si trovano nei diari di guerra degli uomini che parteciparono alle missioni.



Leggendo questi documenti e scorrendo i nomi dei componenti degli equipaggi si apre uno spaccato sulla composizione dei militari che fa riflettere in quanto ci sono i nomi di ragazzi che hanno le origini più disparate: irlandesi, scozzesi, italiani, spagnoli e, si può ipotizzare, di differenti classi sociali. Si percepisce il lavoro instancabile della macchina da guerra americana che mette in atto tantissime missioni giornaliere con lo scopo di fiaccare l'avversario e vincere la guerra. Una missione può essere una semplice "Milk Run" (un bombardamento senza pericoli, con scarsa opposizione della contraerea avversaria) oppure ad alto rischio.

Alla Missione #305 parteciparono due Stormi il 446th (13 aerei) e il 448th (13 aerei)

Otto dei tredici equipaggi della Squadriglia 446th, gli altri cinque nell'immagine seguente. In neretto il ruolo di ogni singolo componente dell'equipaggio: Pilota, CoPilota, Navigatore, Bombardiere, Radio Gunner, Gunner, Fotografo, Enginer Gunner





Nella giornata del 26 maggio del '44 era prevista anche la Mission #304 per le squadriglie 445th e 447th,  che avrebbero dovuto bombardare degli incroci in località Monterosi o, in alternativa,  un ponte dalle parti di Cecina; nel MACR #6613 (Missing Air Crew Report) si può leggere che proprio in quella missione l'aereo del Maggiore William C. Hunter "è precipitato in direzione di Arezzo - Umbertide" e che testimoni oculari hanno visto "tre lanci di paracadute prima che l'aereo precipitasse".




Per l'equipaggio infatti si ipotizza un asettico elenco di nomi e di sigle che riassumono "l'incidente": un KIA (Killed In Action), due POW (Prisoner Of War) e cinque RTD (Returned To Duty); accanto all'elenco dell'equipaggio ci sono i nomi dei parenti (padri, madri, mogli, ecc.) e gli indirizzi ai quali far avere le notizie dei loro congiunti. La guerra è guerra in tutti i Paesi ed il dolore arriva anche a migliaia di chilometri di distanza da dove si svolgono gli eventi.

Il B-25 sorvola Tivoli, alcune bombe sono esplose sulle pendici di Colle Vescovo; tra l'aereo e le esplosioni si riconoscono facilmente la Tiburtina Valeria, la ferrovia Tivoli-Avezzano ed il tortuoso tragitto del fiume Aniene. Sotto la "pancia" dell'aereo si distingue il tratto della via Empolitana fino al bivio per Castel Madama  


I B-25 Mitchell erano dei Bombardieri della USAAF che potevano caricare fino a 1340 Kg di Bombe ed avevano un equipaggio generalmente di sette uomini: Pilota e co-pilota, navigatore, puntatore e tre mitraglieri. Le bombe, che arrivarono quel venerdì del 1944 alle ore 10:30, raggiunsero si lo scopo di bloccare le strade e gli incroci per rallentare la fuga del nemico, ma colpirono anche la città e gravi furono i danni e tanti i morti. 

Molti cittadini alloggiavano nelle grotte e nelle case di campagna proprio per evitare di rimanere colpiti dai bombardamenti che si erano intensificati negli ultimi mesi.

Rara immagine che documenta proprio il momento di uno dei bombardamenti della città di Tivoli. Dal fumo e dalle polveri che sono state immortalate con uno scatto unico, si potrebbe supporre che sia proprio il bombardamento del 26 maggio 1944. A partire da sinistra si possono riconoscere facilmente: il campanile di San Francesco, il Convitto Nazionale e più in la la Rocca Pia ed il Niccolò Tommaso, attuale sede del Tribunale. 

 

Forse la ex via Garibaldi vista da viale Cassiano in quanto sulla sinistra si intravede in mezzo ai rami dell'albero il campanile di San Francesco e parte dell'edificio del Convitto Nazionale. Di Fronte a queste rovine si trova, se l'ipotesi è corretta, il Bar Igea e la salita di Viale Mannelli 



FONTI:

Tivoli 1943-1944 Tra occupazione tedesca e bombardamenti alleati Documenti dall'Archivio Storico Comunale - Catalogo della mostra - a cura di Mario Marino - Tivoli 2015

Documentazione Archivi USAAF

http://www.historyofwar.org/pictures_USAAF.html#321stBG



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