Sui monti Simbruini, da Tivoli al confine con l'Abruzzo, furono centinaia i giovani che, per motivi diversi, si ritrovarono a "vivere" il periodo settembre 1943 - giugno 1944 (liberazione di Roma). Come abbiamo in altri post raccontato, questi giovani potevano essere ex prigionieri alleati che avevano intrapreso la via delle montagne per potersi ricongiungersi al proprio esercito: oppure erano dei giovani renitenti alla leva che trovarono la via della montagna il luogo più sicuro per aspettare l'arrivo degli alleati.
Questo documento redatto il 7 giugno del 1944 a Vallepietra dal Tenente Colonnello Pasquale Robiglio, non solo conferma queste ipotesi ma dichiara il ruolo attivo di un uomo della chiesa nell'aiuto ai "resistenti" che transitavano o si rifugiarono in quella zona.
Vallepietra, piccolo borgo nei pressi del santuario della SS. Trinità, si trova tra l'Abruzzo e la Valle dell'Aniene, vicino a Jenne, sopra Subiaco: venne liberata il 6 giugno 1944 dall'8 Divisione Indiana che inseguiva le divisioni tedesche in ritirata verso Nord. Don Salvatore MERCURI si occupò costantemente di chi aveva bisogno di un giaciglio, di una minestra e di una coperta per coprirsi nelle fredde notti da passare in montagna.
Qui di seguito la trascrizione del documento redatto dal Tenente Colonnello Pasquale Reviglio per una lettura più agevole.
COMUNE DI VALLEPIETRA
PROVINCIA DI ROMA
DICHIARAZIONE
Io sottoscritto, Robiglio Pasquale Tenente Colonnello della R.A.r.n., a capo della organizzazione dei patrioti del Comune di Valle pietra, attesto che il Reverendo Don Salvatore MERCURI, sin dal mese di settembre 1943 al 6 giugno 44 giorno della liberazione di Vallepietra, ha cooperato con assoluta dedizione e prestato infaticabilmente la sua opera attiva ed intelligente a favore della organizzazione stessa.
In modo particolare il predetto Reverendo prestò continua ed efficace assistenza ai prigionieri di guerra anglo-americani, agli Ufficiali italiani, a militari in genere e giovani di leva sbandati nelle montagne di questo Comune.
Pur sapendo a quali gravi sanzioni avrebbe potuto incorrere qualora elementi nazi-fascisti avessero scoperto la sua attività, non tralasciò mai di tenere alto lo spirito patriottico nel paese.
In relazione all'opera patriottica e di favoreggiamento svolta dal Reverendo D. Salvatore affiancata a quella dell'ex Podestà Tiraterra, si specifica quanto in appresso:
1- Gli Ufficiali militari e giovani di leva fuggiaschi, che nei vari periodi della occupazione tedesca hanno trovato ospetalità nel Comune di Vallepietra, sono stati sempre confortati dal necessario aiuto materiale e morale;
2- Molti dei settanta-ottanta prigionieri di guerra alleati dimoranti nella zona, sono stati ricevuti nella sua casa per essere confortati ed assistiti; in più occasioni Don Salvatore tentava con ogni mezzo di sviare le ricerche tedesche con cosciente disprezzo dei pericoli cui si esponeva;
3-La sua personale costante opera patriottica svolta nel paese ha fatto si che, ad eccezione di pochissimi elementi bene individuati, si sia sempre mantenuto altissimo lo spirito patriottico. Tale opera avveniva nelle forme più svariate sia prendendo contatto con i giovani che nelle prediche domenicali, rendendosi in tal modo meritevole dalla Patria;
4-L'opera patriottica svolta dal Reverendo Don Salvatore risale all'epoca antecedente all'occupazione dell'Italia da parte dei Tedeschi, tanto che egli nel periodo maggio-ott. 1940 venne denunziato alla Commissione di disciplina per antifascismo.
Io sottoscritto, all'atto della partenza da Vallepietra, desidero con la presente testimonianza far risaltare l'opera altamente patriottica e meritevole svolta dal Reverendo Don Salvatore formulando il voto che l'attività di cui trattasi possa trovare il dovuto riconoscimento da parte delle Autorità Italiane ed Alleate.
Fatto in Vallepietra il 7 giugno 1944
IL TEN.COL.R.AA.r.n.
(Pasquale Robiglio)
Credit:
- Gruppo fb "Roma Città Aperta - Gli anni della guerra"
- Gruppo fb "Hunter World War II"
- Carlo Galeazzi per la trascrizione
Nel comprensorio Altipiani di Arcinazzo-Filettino-Vallepietra agirono due formazioni partigiane in collegamento tra loro. Una guidata dal colonnello Pasquale Robiglio e l'altra dal ten.colonnello Francesco Cascio. La banda Cascio, formata da una cinquantina di elementi effettuerà due azioni armate e sessanta atti di sabotaggio. A causa del secondo rastrellamento di Vallepietra, effettuato dai tedeschi il 1° maggio '44, dove furono arrestati i tenenti Vincenzo Stazio e Giuseppe Stefanelli, temendo altre e più dure rappresaglie contro i civili, sembra che le due formazioni si siano sciolte. Restò in campo soltanto un nucleo al comando del tenente carrista Dino Giancaterina il quale ebbe uno scontro a fuoco con i tedeschi. I resistenti antifascisti di Vallepietra erano, oltre a don Salvatore Mercuri, Angelino Sibilia, Massimo e Francesco Tozzi, Fabio David, Ambrogio De Santis, Nando Graziosi, Nazareno Libernini, Giulia e Silvio Senesi, Sebastiano Tardiola.
RispondiEliminaGrazie Roberto. I tuoi commenti sono sempre puntuali e soprattutto utili per allargare e approfondire la ricerca.
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