Queste "cronachette", hanno tantissimi riferimenti sia ai fascisti che erano "in prima linea" che, come nel caso di Montecelio, agli oppositori al Regime.
Quella di Palombara Sabina è una notizia che riguarda il trasferimento di un "magistrato di grande valore" da Palombara a Roma. Una velina infiocchettata di grandi complimenti all'uomo e al giudice cav. avv. Primo GARIGLIO.
Nell'articolo su Montecelio, invece, è riportato il nome del sovversivo Virginio COTTARELLI, un trentenne ex operaio del Campo Sperimentale il quale per motivi non noti aggredisce il farmacista cav. RUSCONI; si genera la reazione di tutta la pletora fascista (dal segretario politico PRETARA al comm. prefettizio cav. BATTISTI, i quali si radunano per organizzare la ricerca del "sovversivo" e la sua cattura. Interessante anche l'accenno al delitto SALVATORI (chi era costui? C'era una connessione con l'A.N.C.?) ed ai "soprusi, violenze e intimidazioni subite dai fascisti locali" [Sic].
La cronaca di Vicovaro invece descrive, con una retorica fascista da manuale, l'insediamento del "nuovo consiglio comunale fascista". Ci si trova immersi nel verde, nei fiori e "molteplici drappi nazionali" tra "i ritratti di S.M. e del nostro Duce". Presenti "l'on. LEONARDI Valentino, deputato del nostro collegio" e "l'ispettore di zona del P.N.F. Guglielmo POLLASTRINI" seguiti da una schiera di portaborse e imprenditori in ascesa. Si insediano le 13 camice nere di maggioranza che sosterranno il neo sindaco Ferdinando MEUCCI e gli assessori effettivi SIRTOLI e ANGELUCCI accompagnati dai due supplenti BORELLI e CRIALESI.
La descrizione dell'azione dell'ispettore di zona del Partito, potrebbe essere comica se non fosse drammatica: Pollastrini conferisce al consigliere di minoranza De Santis il distintivo del Fascio e poi scioglie la seduta; anche la minoranza è fascista.
Il pranzo che seguirà, nel giardino pensile del castello Cenci-Bolognetti, sarà fornito dal trattore DOMINICI e gli ospiti (si citano i nomi dei maggiorenti locali) saranno allietati da musiche allegre e da inni fascisti diretti dal maestro Giuseppe PAGANI. È così che il fascismo consolida il suo potere: giunte monocolori, nere come le camicie indossate, oppositori anch'essi fascisti, la classe imprenditoriale che plaude e segue con attenzione questo potere che si circonda solo di fascisti controllati da delinquenti, come si vedrà negli anni successivi, del calibro di Guglielmo Pollastrini.
In questo ritaglio possiamo facilmente leggere i nomi del Direttore di questo quindicinale: Salvatore Martignetti e del Condirettore, Ulisse Benedetti
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| Il Littorio Anno I n.8 del 19 luglio 1925 - Ritaglio a pag.3 |


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